Zambrotta: «Entusiasmo e forza del gruppo, i valori dell’Italia»

Calcio Gianluca Zambrotta

«Su cosa deve puntare l’Italia? Sull’entusiasmo che ha contraddistinto il suo cammino in questo europeo e sulla forza di un gruppo che ha saputo soffrire. Il tifo contro di Wembley? In passato queste situazioni ci hanno dato una carica ulteriore». Gianluca Zambrotta, campione del mondo a Germania 2006 – l’altro ieri era il 15° avversario da qual successo – parla alla vigilia della finalissima degli Europei; appuntamento stasera alle 21 a Wembley. L’ex giocatore lariano nella sua carriera ha vissuto momenti come questo, dove ci si gioca tutto in un match ad altissima tensione emotiva.

«Dopo l’esclusione dai Mondiali del 2018 in Russia – spiega il comasco – L’Italia aveva una gran voglia di reagire. I dati e i record conquistati sono dalla parte di mister Roberto Mancini e del suo gruppo. Il cammino finora è stato straordinario; azzurri e inglesi sono le formazioni che più hanno meritato di arrivare all’epilogo dell’Europeo».
«Sull’Inghilterra ci sarà una aspettativa altissima – afferma ancora il campione del mondo – anche perché non vince un trofeo dai Mondiali del 1966. Avere tutto il pubblico, o quasi, dalla sua parte può essere un’arma a doppio taglio. Il supporto di 60mila persone, in uno stadio come Wembley, non può non avere rilevanza, ma allo stesso tempo può creare una pressione fortissima».

Lo stesso Zambrotta elenca situazioni in cui l’Italia in queste condizioni si è avvantaggiata sul campo delle avversarie: «Penso agli Europei del 2000, quando in semifinale in Olanda abbiamo superato i padroni di casa, o ai Mondiali del 2006, quando abbiamo vinto, sempre in semifinale, con la Germania. L’unica sconfitta in queste circostanze è stata con la Corea del Sud ai Mondiali del 2002, ma quella fu una partita particolare, come gli appassionati ricorderanno». Fu il discusso match arbitrato dal tristemente famoso direttore di gara ecuadoregno Byron Moreno.

Motivazioni alte per i britannici, dunque, ma anche per gli azzurri. «L’ultimo Europeo vinto dall’Italia è stato nel 1968 – conclude Gianluca Zambrotta – sono sicuro che stasera i nostri giocatori scenderanno in campo con una grandissima carica e con la voglia di riportare il trofeo nel nostro Paese».
Alla viglia del match qualche curiosità comasco-inglese. Anche se con capitale indonesiano, formalmente il Como 1907 è di proprietà delle società londinese Sent Entertainment Ltd ed ha come amministratore un simbolo del calcio britannico, Dennis Wise (che vanta 21 presenze con la sua Nazionale). Nella squadra di Giacomo Gattuso milita Lewis Walker, figlio di Des, per anni centrale di difesa del team inglese.
Tra i lariani che hanno giocato oltremanica, Patrick Cutrone (tuttora di proprietà del Wolverhampton). C’è anche Matteo Lanzoni, ex capitano della primavera della Sampdoria, che ha militato, tra 2013 e 2015 con Oldham, Yeovil e Cambridge.

Tra i più importanti successi lariani in Inghilterra, un oro e un argento per la schermitrice Arianna Errigo alle Olimpiadi 2012 e, nelle ParaOlimpiadi, la vittoria del ciclista Roberto Bargna. Più lontano il trionfo di Giuseppe Sinigaglia nella Diamond’s Sculls di canottaggio, una gara di singolo. Era il 1914 e fu il primo straniero e conquistare la prova che equivaleva a un Mondiale. Fu premiato dalla Regina d’Inghilterra Maria di Teck, moglie di Giorgio V. A Sinigaglia, morto nella Prima Guerra Mondiale, è stato dedicato lo stadio cittadino.

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