Zambrotta: “Lasciai il Barcellona per salvare il matrimonio”

Gianluca Zambrotta con il giornalista Matteo Cruccu Gianluca Zambrotta con il giornalista Matteo Cruccu

Gianluca Zambrotta protagonista di “Doppio ex”, la rubrica del sito Internet del Corriere della Sera www.corriere.it dedicata ai calciatori che hanno militato in squadre che si affrontano nel turno successivo di campionato. E alla vigilia di Juventus-Milan, che va in scena domani sera alle 20.45 a Torino, il giornalista Matteo Cruccu è venuto sul Lario a trovare il giocatore comasco che ha militato, appunto, sia con Juventus che con Milan.
«Non è più il Milan di prima, dove c’erano grandi fuoriclasse» ha esordito l’ex giocatore, che poi ha parlato della Juventus. «Una squadra inarrestabile – ha affermato – anche se fa fatica in Europa a competere con le big».
Zambrotta, nell’intervista visibile su www.corriere.it, si è poi soffermato sui suoi esordi, in una fase in cui soffrì, quando fu preso nel settore giovanile del Como. «Quando mi hanno chiamato – racconta l’ex calciatore azzurro – piangevo sempre. Allora mio padre disse in dialetto… “Smetti di sfogliare le verze e decidi quello che vuoi fare”».
Un racconto che ha fatto spesso anche il suo scopritore, il grande talent-scout Mino Favini, che ha spesso spiegato che portò a Orsenigo la mamma di Gianluca per far tranquillizzare l’allievo.
Non manca un cenno a un passaggio difficile della sua vita, con il trasferimento al Barcellona dopo la vittoria ai Mondiali del 2006 in Germania. «Ho varie istantanee di quel periodo – racconta Gianluca – Dal rigore con l’Australia al mio gol contro l’Ucraina. Ma senza dimenticare quello che successe a Pessotto in quei giorni».
«Anche da calciatori tutti possono avere problemi – aggiunge Zambrotta – Io sono andato al Barcellona e sono stati due anni eccezionali. Ma ho preferito salvare il mio matrimonio: in quel periodo avevo problemi con mia moglie Valentina che non si trovava bene a Barcellona. Lei era andata un po’ in depressione per colpa mia e ho preferito tornare a casa anche perché mi era arrivata l’offerta di una grande squadra come il Milan».
Infine un cenno sulla sua carriera di allenatore. «Sono al Chiasso e faccio il frontaliere. Mi piacerebbe anche allenare in Italia e potrei anche valutare altre offerte all’estero, ma prima di tutto c’è la mia famiglia».
Sempre nell’ambito della stessa rubrica su www.corriere.it si possono rivedere interviste a tanti ex e non mancano altri due comaschi, Pietro Vierchowod, sentito prima di Sampdoria-Milan e Moreno Torricelli, intervistato alla vigilia del match tra Fiorentina e Juventus.
Una storia toccante, quella dell’ex terzino, che racconta della scomparsa di sua moglie e della scelta di stare vicino ai figli. Ora vive in valle d’Aosta e allena una formazione giovanile del paese in cui ha scelto di risiedere lontano dalla confusione.
«Anche se in ogni caso Torino non è lontanissima» ammette sorridendo Torricelli.
Il giornalista Matteo Cruccu dal canto suo sottolinea: «Con questa rubrica esce il lato umano dei calciatori, personaggi che alla fine hanno problemi come tutti. Sia Zambrotta che Torricelli hanno parlato della loro famiglia, Roberto Pruzzo della depressione».
Cruccu si sofferma poi proprio su Zambrotta: «Cosa mi ha colpito di lui? Il grande attaccamento al suo territorio, la “saudade”, la nostalgia che aveva di Como ovunque si trovasse. Un fatto raro tra i calciatori».
Massimo Moscardi

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