Zanetto Bugatto a Sormano

Chiesa di Sormano

Potrebbe essere opera di Zanetto Bugatto, pittore attivo in Lombardia nella seconda metà del Quattrocento, la pala d’altare della chiesetta di Santa Maria di Dicinisio a Sormano: uno dei piccoli gioielli architettonici che in Alta Vallassina uniscono al valore religioso e devozionale quello storico e artistico.
L’opera e l’ipotesi di attribuzione formulata dalla storica dell’arte Roberta Delmoro saranno presentate dalla studiosa venerdì 31 luglio, alle 21, nella conferenza “Il caso di Zanetto Bugatto: il pittore della Pala di S. Maria a Dicinisio”.
L’incontro, promosso dall’Amministrazione Comunale e dalla Parrocchia di Sant’Ambrogio, si svolgerà nella piazza di Santa Maria a Dicinisio di Sormano, con visita guidata al dipinto e intermezzi musicali a cura del maestro Alberto Ligorio (nel rispetto della distanza interpersonale di sicurezza e in caso di maltempo nella chiesa parrocchiale di Sormano).
La Pala della Madonna col Bambino di Dicinisio, meta da secoli della devozione popolare, ha per tema l’Adorazione, con San Giuseppe in preghiera e un coro di Santi. Vi figura l’offerente inginocchiato.
Roberta Delmoro spiega: “La mia è una cauta ipotesi: la somiglianza del san Giuseppe inginocchiato della Pala con quello del frammento di Presepe degli affreschi della cappella di Santa Maria degli Angeli a Vigevano, probabile opera di Zanetto Bugatto, mi hanno indotta a pensare a questo pittore, che lavorò al ciclo vigevanese assieme a Bonifacio Bembo e Leonardo Ponzoni. Appaiono rilevanti alcuni particolari: le mani giunte entro maniche “a imbuto” di ascendenza fiamminga, lo stesso tagliente panneggio, le stesse lumeggiature.” Il Bugatto, molto attivo presso i duchi di Milano, in particolare per Galeazzo Maria Sforza, fu infatti inviato a Bruxelles ad apprendere l’arte del ritratto nella bottega di Rogier Van der Weyden.

Con ogni probabilità, secondo la studiosa, la pala di Sormano è una ricopiatura entro il formato di una pala quadra delle sembianze di un polittico: “Vari indizi sembrano far pensare a un’opera collocata nella Certosa di Garegnano o in altra prestigiosa fondazione milanese; la Pala potrebbe essere un ex voto del committente che, dal ritratto, si direbbe essere stato un sacerdote del posto.”

Giuliana Panzeri

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