Zanzotto, amarcord lariano

Libro d'arte di Andrea Zanzotto edito da Lithos di Como

Viaggio nel tempo con il poeta di Pieve di Soligo Andrea Zanzotto, di cui ricorre il centenario della nascita, ma senza spostarci tanto da Como: fino a via Venturino 18, in periferia. Fino a una capsula preziosa che conserva intatta la magia delle parole stampate come si faceva una volta: con amore e pazienza, rispettando al massimo grado quello che dicono. Preistoria, nell’era “liquida” dell’informazione digitale? Immersione rigenerante, semmai.
Correva l’anno 1996, un quarto di secolo fa, quando Lithos – oggi mirabilmente condotta nella sua navigazione tra stampe litografiche di altissima scuola e testi letterari da Alfredo Taroni – fece uscire dal torchio nella collana “Parole e segni” tre poesie di Andrea Zanzotto datate tra il 1986 e il 1994, immerse nelle opere grafiche dell’artista seregnese Luca Crippa, immagini litografiche a tre colori con riprese calcografiche a secco.
Così Vincenzo Guarracino dettava la mappa interpretativa di quei testi in una breve nota: «Miriadi di “insetti”, di possibilità e promesse di vita e felicità, tempestano la pagina dei giorni, la bucano, la fanno risplendere e al tempo stesso l’oscurano. Dietro la loro rampicante effervescenza, s’annida il mistero d’una natura solo in apparenza amica e familiare e questo incanta ed annichila il poeta, che vi sente un’intrinseca, oscura minaccia di “naufragio”, di disgregazione e di morte. Dapprima vaga poi sempre più concretamente ossessiva, un’inquietudine sommuove il testo, imprimendogli un ritmo via via più stridente e parossistico, fino al rimbombo rizomatico e viscerale dei topinambur, iscritti nei modi di una rituale e smemorante selvatichezza da inno orfico, estremo rifugio di una sensibilità sempre più dolorante e perplessa». Un’edizione rara, senza tempo, da collezionare nella teca più preziosa di un’ideale scriptorium di poesia europea del Novecento, tirata in appena settantacinque esemplari numerati da 1/75 a 75/75 e venticinque segnati in numeri romani. Tutte firmate, tra 1996 e 1997, da Zanzotto e Crippa.

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