Zelbio, Festival letterario

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Festival letterario – Dal 13 luglio al 31 agosto, grandi nomi di giornalismo, teatro, letteratura e musica intervistati da Armando Besio

Dicono sia il più piccolo d’Italia e senz’altro lo è se come unità di misura si prende il paese che lo ospita, ma quanto a successo e contenuti i parametri vanno rivisti al rialzo. È il festival letterario “Zelbio Cult” che, da sei anni a questa parte, si svolge nel paese più piccolo del Lario, una vivace rassegna che anche per il 2013 mette in campo un’eclettica squadra di ospiti dall’arte al calcio, dalla musica alla letteratura, dalla storia al giornalismo.
Anima della rassegna

è Armando Besio, responsabile delle pagine culturali milanesi de La Repubblica nonché collaboratore de “La Milanesiana”, la manifestazione letteraria diretta e ideata da Elisabetta Sgarbi che si è appena conclusa.
Armando Besio come è nata “Zelbio Cult”?
«Io sono di Genova, ma la famiglia di mia madre è originaria di Como e, a Zelbio in particolare, c’è una casa di famiglia cui è sempre rimasta legata. Sono luoghi che anche io amo moltissimo e dove ho tanti amici d’infanzia. Sei anni fa il sindaco mi chiese di pensare a qualcosa che potesse portare un po’ di cultura; in realtà, io sono solo la punta dell’iceberg perché la biblioteca locale – per quanto Zelbio sia un piccolo comune – è sempre stata attivissima grazie a una maestra del posto, Maria Adele Thanhoffer, che ha fatto un lavoro encomiabile; non solo l’ha tenuta aperta ma ha creato una rete di prestiti con altre biblioteche del territorio, dando poi lo spunto a iniziative culturali su cui si è innestato anche il festival letterario».
Gli ospiti sono illustri e vengono dai campi più disparati.
«Frutto del caso che diventa necessità! Nel senso che pesco tra la cerchia degli amici che si mettono a disposizione nel periodo estivo armonizzando autori del panorama nazionale, altri sconosciuti e altri ancora più popolari, che incuriosiscono per le loro esperienze di vita. Per esempio, sono felice di avere sul Lario un personaggio come Enrico Bertolino che parlerà della sua vita di intrattenitore, ma anche della sua “seconda vita”, quella legata alla Onlus con cui da anni opera in Brasile».
Flavio Caroli tornerà sul caso del “Caravaggio” di Zelbio che ha destato molte curiosità.
«Sì, tutto è cominciato proprio a Zelbio quando invitai Sgarbi per una serata proprio su Caravaggio; durante la cena qualcuno disse che nella canonica della chiesa di San Paolo c’era un antico dipinto. Sgarbi lo volle vedere e con la sua solita verve provocatoria disse che poteva essere addirittura di Caravaggio o della sua scuola. È risultato essere un’ottima copia di una tela del Merisi conservata a Malta e che era stata tenuta nascosta. Il quadro è stato appena esposto alla Pinacoteca Züst in Canton Ticino e ora è tornato nella parrocchia; Caroli saprà rendere suggestiva la sua storia così come quella di molti altri capolavori».
Un caso locale è invece la “Spoon River” di Carlo Zanda.
«Cerco sempre di inserire in calendario un incontro che prenda spunto da storie e curiosità locali. Quest’anno c’è questo bellissimo libro di Carlo Zanda, cui tengo molto, intitolato “Un bel posticino. La Spoon River di Hermann Hesse”, un lavoro davvero originale e poetico; Zanda è andato per cimiteri in cerca di tutti quei personaggi – dagli amici al giardiniere – che lavorarono con Hermann Hesse o che lo frequentarono sulla Collina d’Oro a Lugano stilando poi una sorta di piccola “Spoon River” intorno allo scrittore tedesco».
La rassegna di Zelbio nasce dalla volontarietà: come conciliare gratuità e giusto compenso per chi fa cultura?
«Sono contrario alla retorica della cultura gratuita, ma dipende dalle situazioni: se un grande nome rinuncia al compenso per una piccola iniziativa dimostra attenzione e amore per quello che fa. Se un grande nome organizza una rassegna sfruttando i giovani, sottopagando i collaboratori o non pagandoli affatto non fa crescere la cultura».

Katia Trinca Colonel

Nella foto:
Una veduta dall’alto della valle su cui si adagia il paese di Zelbio che sarà teatro di una rassegna letteraria. Tutti gli incontri si svolgeranno nel teatro del Comune e saranno a ingresso libero

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