Zona gialla, tutti in campagna con i cani, ma con attenzione. Appello Coldiretti

Sono numerosi gli agriturismi nel Comasco e nel Lecchese

Una capra ferita a morsi e tanta paura nell’aia. Una storia per fortuna a lieto fine (l’animale è in osservazione ma in via di ripresa) ma altre volte il finale volge al peggio. Colpa, purtroppo, dell’incuria nel custodire i cani durante le passeggiate domenicali che, quando privi di guinzaglio, talvolta non resistono all’istinto di misurarsi con gli animali di fattoria, specie quelli di bassa corte che, immancabilmente, hanno la peggio.

L’ultimo episodio, avvenuto domenica a Galbiate, ha convinto Coldiretti Como Lecco a lanciare un appello “a quanti portano i loro animali domestici nei campi, per una pur comprensibile sgambata domenicale, a prendersene cura e a tenerli costantemente sotto controllo e rigorosamente al guinzaglio, soprattutto quando si è in presenza di altri animali o persone”.

L’allarme è condiviso da Coldiretti Donne Impresa, che – attraverso la responsabile provinciale Francesca Biffi –  sottolinea come “sia importante garantire, in primis, la sicurezza dei bambini che nel fine settimana arrivano in fattoria: i nostri e quelli dei nostri ospiti, che giustamente vogliono poter vivere un’esperienza in serenità e tranquillità. Le “porte” delle nostre imprese agricole e dei nostri campi sono aperte a tutti ma, come prima cosa, servono rispetto e responsabilità”. Si tratta, innanzitutto, “di un principio di tutela dei nostri animali, in quanto tali, al netto dei costi e degli aggravi che comportano le successive cure veterinarie che, pure, risultano gravose. Il più delle volte non si arriva all’aggressione fisica, ma anche se solo minacciati da un cane che irrompe nell’area senza controllo, gli animali di fattoria subiscono uno stress che può essere molto dannoso. L’appello, quindi, è a rispettare le regole, ricordandosi che si è, comunque, in una proprietà altrui. E’ fondamentale che gli adulti che si trovano nei pressi di aree coltivate a passeggiare con la famiglia, si accertino che non siano in atto lavorazioni o altre operazioni sul terreno o sulle strade vicinali a garanzia della tutela di tutti i presenti”. Altro grave problema è quello relativo all’abbandono di rifiuti e deiezioni canine nei campi.

“Bisogna sempre considerare il campo agricolo come uno strumento di lavoro e una proprietà dell’agricoltore, quindi è buona norma accertarsi di avere il permesso di recarvisi” aggiunge il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi. Inoltre, le deiezioni canine vanno sempre raccolte: “Non si tratta, come molti sono portati a credere, di “concime organico”, bensì di un possibile focolaio di malattie infettive anche molto pericolose per i bovini. Un esempio è la Neosporosi, causata da Neospora caninum, un protozoo parassita che riconosce il cane (e i canidi in genere quindi anche le volpi) come ospite e che, attraverso le feci nei campi, può essere trasmessa ai bovini: si tratta di una grave malattia per la quale non esiste una terapia efficace, e che risulta essere la principale causa di aborti nei bovini, e talora, qualora il feto arrivi alla nascita, può causare seri problemi neurologici nei vitelli. Con notevoli conseguenze sanitarie e perdite economiche per le imprese zootecniche”.

Per evitare questa patologia e il suo diffondersi quindi, gli esperti del settore consigliano di limitare l’accesso dei cani ai pascoli, ai campi e agli allevamenti bovini, o quantomeno, di far capire ai proprietari l’importanza della raccolta delle feci anche in campagna.

“Assolutamente intollerabile è invece l’abbandono di rifiuti, cartacce, pezzi di vetro o di plastica e quant’altro: in questo caso, anche la sospetta buona fede vien meno e ci si trova a che fare con un comportamento deliberatamente incivile, che merita di essere sanzionato quanto più duramente: campagna e ambiente sono un patrimonio comune, ma anche e soprattutto il mezzo con cui un’impresa agricola lavora e vive. Non da ultimo, è importante ricordare chenei parchi (regionali e non) per le aree coltivate valgono le stesse regole di tutti gli altri luoghi; è invece opinione diffusa che nelle aree dei parchi sia consentito l’accesso ovunque e indipendentemente alla condizione del terreno”.

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