ZONA STADIO BLINDATA. BUONSENSO SCONFITTO

di GIORGIO CIVATI

Domenica d’agosto vietata a tutti
Il calendario della stagione calcistica 2010-2011 annuncia che domenica, giornata d’esordio del campionato di Prima Divisione, la vecchia serie C1, la squadra lariana partirà giocando in casa. In programma c’è Como-Ravenna.
Accanto a questa partita, per così dire ufficiale, se
ne giocherà però un’altra meno evidente ma forse più importante, che potremmo chiamare “burocrazia contro buonsenso”. Un match che non trova spazio su alcun calendario, che non fa parte di tornei e campionati ma nel quale sappiamo già, purtroppo, chi sarà il perdente. Anzi, i perdenti: il buonsenso, insieme con i turisti, i residenti nella zona dello stadio comasco e un po’ tutta la città.
La prima partita di campionato del Como – serie C, è bene ricordarlo – coincide infatti con la ripresa del “blocco” di un pezzetto di città, quella che gravita attorno al Sinigaglia e che comprende una parte di lungolago, due eccellenti società sportive come Canottieri Lario e Yacht club, l’Aero Club, una manciata di palazzi e relativi abitanti, un albergo, qualche bar e altro ancora. Un quartiere intero, “chiuso per football”. E questo nonostante siano attesi trenta – ripetiamo ”trenta!” – tifosi ravennati. Nonostante sia la prima partita di un campionato, comunque minore, e ogni traguardo sia lontano, lontanissimo. Nonostante anche la tifoseria lariana sia in parte ancora in ferie, e comunque poco “calda”, almeno in questo scorcio finale di ferie, con la squadra del cuore.
Insomma, non ci siamo. Comprendiamo anche noi che non si può fare diversamente. Sappiamo che le autorità non possono non applicare leggi e regolamenti. Ci rendiamo conto che anche in questa domenica che le previsioni danno assolata – domenica 22 agosto 2010, non dimentichiamolo, adatta al lago più che allo stadio – poliziotti e carabinieri saranno costretti a lavorare, in attesa di poco o nulla, a vigilare su qualche decina di tifosi facendo straordinari pagati – male, ma questo è un altro discorso – da tutti, compresi quanti si vedranno vietato l’accesso alla zona.
Ci fa anche piacere sapere che il Comune, per bocca dell’assessore alla Sicurezza Francesco Scopelliti, è pronto a fare la propria parte per limitare i disagi. Però la realtà non cambia: domenica un pezzo della città “chiuderà”. Un quartiere bloccato, e tutti, più o meno, concordano nel dire che sarà senza motivo, senza pericolo alcuno.
Ci piacerebbe, invece, che i regolamenti e le norme fossero a misura di persona, non di burocrate. Preferiremmo che una qualche autorità preposta potesse prendersi la responsabilità di valutare il poco o nullo impatto di una partita di calcio come Como-Ravenna in programma domani, scegliendo di far divertire quella manciata di tifosi del pallone ma senza ostacolare velisti, vogatori o semplici turisti che da quelle parti hanno il diritto di passeggiare. Vorremmo insomma che in nome dello sport – e tanto meno del solo tifo – non si bloccasse un pezzo di città. Leggi l’articolo…

Giorgio Civati

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