Zona stadio in cerca di sicurezza: contro vandali e inciviltà la battaglia appare persa in partenza

© | . . Lo stadio di Como visto dal Monumento ai Caduti

Caduti due volte. Durante la Prima Guerra Mondiale, in nome dell’Italia. E ai giorni nostri, nella turistica Como, per mano dei soliti balordi che imbrattano, sfregiano e sporcano il monumento di viale Puecher.
Anche ieri mattina, questa zona a ridosso dello stadio Sinigaglia, in uno degli angoli più suggestivi del Lario, appariva tristemente abbandonata. Ben evidenti, però, i segni del passaggio dei “barbari” che sembrano aver preso possesso, nelle ore notturne, del quartiere. Si tratta di una realtà assurda con la quale, da tempo, i comaschi convivono.
E il contrasto risulta ancora più stridente perché qui, dove il lago si mostra in tutto il suo splendore, si affiancano a degrado e inciviltà alcuni dei punti più suggestivi del capoluogo: dal Monumento ai Caduti al Tempio Voltiano, attrazioni imprescindibili per i visitatori. Sino ad arrivare ai vicini giardini a lago dove invece in pochi avrebbero il coraggio di portare i propri piccoli a giocare.
E proprio da qui, a pochi passi dalla diga foranea dove – salvo intoppi – entro maggio dovrebbe sorgere il monumento The Life Electric disegnato da Daniel Libeskind, inizia un percorso decisamente poco turistico in un’area che molti vorrebbero fosse oggetto di un’adeguata riqualificazione, esposta com’è a diversi problemi, a partire da quello della sicurezza.
Nel mirino, poi, c’è anche Expo. Con il suo carico di turisti attesi in riva al lago che fa diventare ancora più pressante la necessità di rendere più accogliente possibile il quartiere razionalista, vero gioiello architettonico della città.
Tornando, però, alla realtà, ieri mattina i giardini a lago apparivano in tutto il loro squallore.
Sporcizia ovunque. Immancabili segnali di bivacchi alcolici con bottiglie rotte e resti di cibo che circondavano lo spazio bimbi. Sullo sfondo, la fontana. Vuota e utilizzata come immenso cestino dei rifiuti. Stessa visione anche nei pressi del Monumento alla Resistenza Europea. Su tutto aleggia la presenza dello stadio, più volte in passato al centro di progetti di trasloco o riqualifica mai andati in porto.
Di recente, sul tavolo del sindaco è giunta l’offerta di una società tedesca interessata a gestirlo mantenendo gli elementi storici e riqualificando il resto. Una rinascita? Forse. Anche se dovrà convivere innanzitutto, qualora si realizzasse, con i problemi di limitazione del traffico ogni volta che si svolgono le partite. E sempre lo stadio incombe su quel Monumento ai Caduti che sembra essere il ritrovo prediletto degli incivili. Anche ieri mattina la scalinata era ricoperta di vetri e avanzi di cibo. E il rammarico è ancor più grande fermandosi cinque minuti a osservare la vita scorrere in questa zona. Turisti a passeggio, jogger in uno scenario magnifico, la collina di Brunate sullo sfondo e gli idrovolanti dell’Aeroclub che volteggiano in aria aggiungendo un tocco di fascino alla magia del lago.

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