Ztl allargata, l’ex assessore Spallino all’attacco. «Non basta togliere le auto, ci vuole un’idea»

Ztl Zona traffico limitato

La Ztl allargata con l’allontanamento delle auto da piazza De Orchi e Croggi ha un indubbio fascino.
Rendere Como una città sempre più turistica e sempre meno percorsa dalle automobili, nonostante la carenza di parcheggi sia uno dei temi decisivi per ogni amministrazione che abita a Palazzo Cernezzi, fa discutere. E così accade anche dopo la mozione targata Pd che punta proprio a liberare dalle vetture questi due spazi lungo viale Geno e a riproporre quanto accaduto nella vicina piazza De Gasperi (della Funicolare). Se i residenti sono perplessi, i commercianti dell’area puntano invece su un fattore determinante, ovvero quello di poter contare su valide alternative in termini di posti dove poter parcheggiare per non trovarsi all’improvviso in gravi difficoltà.
E i ragionamenti sono molteplici e tra i più svariati. Chi – anche per essersi occupato di urbanistica in passato – conosce bene argomenti simili è proprio l’ex assessore all’Urbanistica della giunta Lucini, Lorenzo Spallino. «Sinceramente la proposta mi lascia perplesso – spiega Spallino – Non mi sembra sufficiente ragionare in termini di eliminazione dei posti auto e di creazione di spazi per nuovi tavolini». Benchè infatti Como sia una città sempre più a vocazione turistica e quindi la realizzazione di nuove aree dedicate sia positiva «bisogna comprendere che ogni piazza ha il suo perché, le sue caratteristiche ed è assolutamente necessario che dietro a un’idea come quella avanzata per questi due spazi ci sia un progetto di opera pubblica». Il concetto è dunque molto semplice: non è sufficiente per trasformare una piazza e quindi una parte di città «“limitarsi” a togliere le strisce che delimitano i posti auto, ci vuole una visione futura», dice Spallino. E se è pur vero che queste due zone si trovano lungo viale Geno, strada sempre molto frequentato dai turisti, è altrettanto vero che la pressione dei veicoli su questa strada «è limitata nel tempo visto che alle 10 del mattino i posti auto lungo il viale sono sempre già tutti occupati», spiega l’ex assessore, che rilancia invece un ragionamento che scaturisce dalle esperienze del passato. «Sarebbe allora forse più utile coinvolgere gli architetti. Ai tempi, per studiare piazza Grimoldi furono coinvolti più di 30 studi, ben 50 per via Garibaldi pedonale – conclude Spallino – A loro dunque il compito di ideare e poi, con un piano, largo anche alla trasformazione. Come accade a Milano già da tempo, dove le auto vengono progressivamente tolte solo però dopo avere tra le mani un progetto definitivo». Decisamente contrario invece è il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli. «Non mi sembra un’ipotesi percorribile. Si tratta inoltre di temi che ciclicamente vengono tirati fuori senza però avere le idee ben precise – spiega Casartelli – Proprio di recente ero in zona ed è evidente come ci sia necessità di posti auto. Ci sono attività, non solo bar e ristoranti per turisti, e tutto ciò va considerato». L’alternativa è molto semplice. «Vogliono liberare la città dalle auto? Bene, facciano degli autosilo interrati, così tutto quanto sta sopra può essere utilizzato per altro». La conclusione spetta al presidente dell’associazione civica utenti strade (Acus) l’avvocato Mario Lavatelli. «È un discorso che andrebbe rinviato. Farlo adesso non ha molto senso visto che ormai a breve verrà concluso il nuovo piano del traffico -spiega Lavatelli – Su questo documento, fondamentale per la città, si potrà magari discutere per eventuali iniziative».

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