Ztl, arriva la guerra totale di Uil e Adoc. «Famiglie danneggiate, via i nuovi posti blu»

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La rivoluzione della sosta
Doppio, pesantissimo attacco al provvedimento voluto da Palazzo Cernezzi

(e.c.) Un doppio attacco concentrico verso la nuova Ztl – e segnatamente contro i 480 nuovi posti blu – è partito ieri dalla Uil e dall’associazione di consumatori Adoc, collegata allo stesso sindacato. Due stroncature dai toni assoluti, che gettano benzina sul fuoco del provvedimento in fase di attuazione.
Per quanto riguarda la Uil, l’unica concessione all’allargamento della Zona a traffico

limitato è rivolta alla valorizzazione del centro storico e di alcune piazze. Immediato, però, arriva il controcanto: «La città non vive di solo turismo».
«Nel centro – dice la nota diffusa dal sindacato – sono presenti molte attività produttive e molti servizi pubblici, e alcuni di questi, dal prossimo anno, aumenteranno. La spending review decisa dal governo nazionale, infatti, prevede la chiusura delle sedi periferiche degli uffici pubblici (Tribunali, Agenzie del Territorio e delle Entrate). La conseguente centralizzazione delle funzioni porterà il centro di Como ad essere ancora di più il nucleo pulsante della città, dove i cittadini dovranno recarsi quotidianamente per fruire dei servizi». Facile l’equazione: centro città sempre più “attrattivo” a fronte di spazi di sosta sempre più costosi.
«Molti cittadini – prosegue la Uil – tra i quali figurano pensionati, lavoratori, disoccupati e studenti che, per la maggior parte, hanno un reddito basso se non addirittura pari a zero, saranno costretti a sopportare un ulteriore costo economico derivante dall’incremento delle tariffe dei parcheggi e dalla diminuzione dei posti auto gratuiti, deciso dalla giunta comunale». Ecco, quindi la drastica proposta: «Per tali ragioni la Uil Como giudica negativa la politica del Piano del traffico messo in atto dalla giunta e chiede al Sindaco di rivedere la posizione assunta». Quindi il sindacato pretende «che i 480 posti auto trasformati a pagamento ritornino a titolo gratuito»; «che le tariffe dei parcheggi a pagamento siano riviste, abbassando il costo per le prime 2 ore di sosta»; «che siano previste tariffe agevolate, per i cittadini senza o con reddito basso, per l’utilizzo di posti auto negli autosilo e mezzi pubblici locali»; e infine «che l’ampliamento della Zona a traffico limitato sia rivista in concomitanza con la realizzazione di nuovi posti auto, che presumibilmente potranno essere ricavati con la concretizzazione del progetto Ticosa». Insomma, la Uil chiede a Palazzo Cernezzi il dietrofront totale sulla nuova Ztl, almeno in tema di sosta, per «il momento di difficoltà che tante famiglie stanno vivendo».
IL SECONDO FRONTE
Come anticipato, anche l’Adoc, associazione a tutela dei consumatori, ieri ha alzato la voce sullo stesso tema, sottolineando il possibile salasso per i comaschi a causa dei nuovi 480 posti a pagamento disegnati in centro.
Un provvedimento che «senza il contestuale potenziamento della rete di trasporto pubblico rischia d’incidere pesantemente sui bilanci familiari già provati dal periodo di grave crisi economica».
«Le avvisaglie di un autunno davvero “salato” – sottolinea infatti l’Adoc – per i comaschi ci sono tutte. Il Comune infatti non si è limitato a trasformare quasi tutti i parcheggi gratuiti della città in strisce blu, ma ha contestualmente aumentato le tariffe di sosta in molte zone, con incrementi orari anche di 50 centesimi. Ma non solo. Con l’approvazione del nuovo regolamento Tares sono state soppresse tutte le agevolazioni per la tassa smaltimento rifiuti precedentemente previste per le famiglie in difficoltà». «Inutile dire – prosegue l’associazione dei consumatori – che tutto ciò andrà ad aggravare ulteriormente la situazione debitoria in cui molti nuclei familiari versano e che si è già manifestata pesantemente questa primavera. Molti consumatori in crisi di liquidità non sono riusciti a far fronte alle bollette della luce e del gas, tanto che l’incremento del taglio delle forniture che si è registrato è stato esponenziale. Si tratta di un segnale da non sottovalutare. Il Comune di Como dovrebbe ponderare maggiormente, in periodi difficili come quello che stiamo vivendo, questo tipo di decisioni».

Nella foto:
Il tratto finale di viale Varese, dove le strisce bianche hanno lasciato il posto a quelle blu

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