Ztl, Lucini ai commercianti: «Non obbedisco a una lobby». Ma il ricorso al Tar è vicino

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La polemica. Prosegue la battaglia comitato-Comune
Muro contro muro tra il sindaco e Rapinese

Non che nelle settimane precedenti il folto gruppo di manifestanti contro la nuova Ztl e il sindaco Mario Lucini avessero mai dialogato. Ma, di fatto, con l’ultimo, imponente corteo per le strade del centro città, e ancor più con lo scambio di battute a distanza avvenuto ieri tra il capogruppo di “Adesso Como”, Alessandro Rapinese, e il primo cittadino, tra le due parti sembra essersi alzato un muro invalicabile. Destinato a produrre, in apparenza, più tensioni che reali novità sul fronte

pratico.
All’ennesimo muro contro muro si è arrivati ieri, dopo il successo della manifestazione animata lunedì sera dal comitato “Como di Tutti”, capace ancora una volta di portare in piazza oltre 300 tra commercianti e residenti per dire no a suon di fischietti all’allargamento della Zona a traffico limitato.
Ancora una volta, nessun esponente della giunta di Palazzo Cernezzi ha voluto dialogare direttamente con i manifestanti né con il coordinatore della protesta, Alessandro Rapinese. E, stando alle poche battute pronunciate ieri dal primo cittadino, pare ormai certo questo non accadrà nemmeno in futuro.
«Andiamo avanti – ha ribattuto Lucini – Ascoltare non significa obbedire alle richieste di un singolo gruppo di pressione. Non è vero che non vogliamo ascoltare i commercianti, a meno che, per ascoltare, non si intenda fare esattamente quello che un singolo gruppo di pressione chiede». Dopo aver respinto senza appello le richieste di incontro con i commercianti, il sindaco rivendica le sue scelte.
«Io credo – ha affermato – che ascoltare, per una pubblica amministrazione, significhi valutare tutte le proposte e poi decidere, pur sapendo di non essere infallibili. Qualcuno deve pur assumersi la responsabilità di una scelta, una direzione. Ascoltare – conclude Lucini – non significa obbedire a qualcuno, altrimenti l’amministrazione cede la responsabilità delle scelte a chi urla più forte».
Parole definitive, in apparenza, quelle del sindaco. Che sembrano sbarrare la strada in via definitiva a qualunque ipotesi di stop (o almeno di messa in pausa) dei nuovi provvedimenti su traffico e sosta. Con il secondo capitolo della “rivoluzione” – quella sull’area di piazza Volta – che ormai è alle porte (scatterà il 15 marzo, ndr).
Nel frattempo, Rapinese – di fronte al rischio che il clamoroso movimento di piazza di queste settimane possa non ottenere alcunché – non demorde. E, anzi, rilancia, visto che già al termine del corteo dei fischietti ha dato appuntamento ai partecipanti a lunedì prossimo, sempre davanti al Comune di Como. «Noi non molliamo – ha ribadito il capogruppo di “Adesso Como” – anche perché i cittadini che non ne possono più della nuova Ztl e di questa giunta sono sempre di più, e sempre più arrabbiati. Anche perché i molti delusi dai precedenti esecutivi di centrodestra, di sicuro non tollerano che le loro speranze di cambiamento riposte nel centrosinistra vengano calpestate a suon di arroganza».
Prosegue, nel frattempo, la raccolta fondi per il ricorso al Tar contro i provvedimenti su viabilità e sosta. «Hanno aderito oltre 100 persone – dice Rapinese – Ormai abbiamo già le spese coperte per il Tar, per il Consiglio di Stato e, magari, persino per appellarci all’Europa».

E.C.

Nella foto:
La folla impressionante dei manifestanti che hanno sfilato per Como, “armati” di fischietti, lunedì sera (foto Fkd)

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