Ztl, pronto il ricorso al Tar: tutte le obiezioni dei commercianti. Entro un mese la prima decisione

altLa città che cambia
Oltre un centinaio i firmatari, tra loro anche alcuni residenti

Trenta giorni. I commercianti di piazza Roma e gli oppositori della Ztl dovranno pazientare ancora un mese prima di sapere se il provvedimento, fortemente voluto dalla giunta Lucini, verrà sospeso.
Entro domani, infatti, il ricorso al Tar, sottoscritto da oltre 100 commercianti e da alcuni residenti, inizierà il suo iter legale. E la pronuncia del giudice amministrativo «arriva generalmente entro un mese di tempo dal deposito del ricorso – dice l’avvocato Mario Lavatelli, estensore del documento – Sto raccogliendo le ultimissime firme e poi si parte».

Archiviate le manifestazioni di piazza, spenti i lumini, messo il silenziatore ai fischietti e riposti gli strumenti musicali, ora inizia la nuova sfida, combattuta in sede legale.
Si punta, innanzitutto, a ottenere una sospensione del provvedimento di allargamento della Zona a traffico limitato. I negozianti, ormai da mesi intenti a contrastare il piano elaborato dall’assessore alla Mobilità Daniela Gerosa, si sono autotassati per coprire le spese legali (circa 6mila euro).
Fulcro attorno al quale ruota la protesta è il comitato Como di Tutti, nato per opporsi alla Ztl e che da mesi sta provando ogni strada per bloccare il piano.
L’ultima via è, appunto, il ricorso al Tar. «Il punto di partenza sarà proprio di evidenziare come sia mancata – da parte del Comune – un’adeguata fase istruttoria. Come non siano state seguite le disposizioni del Codice della Strada. Ovvero, come il piano sia partito senza l’esistenza di un reale progetto di riqualificazione delle vie e delle piazze coinvolte. Ragioni tutte necessarie – spiega l’avvocato Lavatelli – E verrà chiarito come, stando ai fatti, l’unico motivo alla base del provvedimento altro non sia che voler rispondere alle esigenze di posti auto per i residenti».
Ma il concetto non «è tanto contestare la creazione di posti gialli, quanto il fatto che è sì giusto prevederli ma soltanto se ci sono ragioni compatibili con un conseguente allargamento della Zona a traffico limitato. Ragioni che, per noi, non esistono. Non c’è, ad esempio, una motivazione ambientale, legata alla forte incidenza dell’inquinamento atmosferico», dice ancora l’avvocato.
Il ricorso, dunque, farà leva sulla carenza di informazioni e di dettagli in fase istruttoria da parte di Palazzo Cernezzi. E sul fatto che si sia partiti con la Ztl facendo soltanto annunci vaghi sul futuro delle aree coinvolte. «Senza però sapere quando e come tutto ciò verrà concretizzato», aggiunge Lavatelli. Adesso, conclusa la fase di raccolta firme, «il ricorso verrà notificato al Comune di Como e depositato al Tar», dice il legale comasco.
Poi scatterà la fase più lunga. L’attesa oscillerà tra i 20 e i 30 giorni. «Verrà fissata un’udienza cui prenderanno parte soltanto gli avvocati e nella quale il giudice darà il suo responso. L’obiettivo è puntare alla sospensiva per poi ragionare sui passi ulteriori da fare», conclude l’avvocato Lavatelli.
Va ricordato come il ricorso, oltre che da commercianti e residenti, sia stato sottoscritto anche da Confesercenti Como ma non da Confcommercio.
Prosegue intanto la raccolta firme per il referendum contro la Ztl. Nei negozi che hanno aderito si potrà votare fino al 14 aprile. Le schede raccolte sono, fino a oggi, 3mila. Ieri sera, il comitato Como di tutti ha nuovamente presenziato al consiglio comunale.
Alcuni commercianti hanno partecipato alla seduta. Quella di ieri era la prima uscita ufficiale di Ornella Gambarotto, da alcuni giorni nuova portavoce del comitato dopo essere subentrata ad Alessandro Rapinese di Adesso Como.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La polizia locale ha presidiato per alcuni giorni la nuova Zona a traffico limitato introdotta, tra molte proteste, dalla giunta di Palazzo Cernezzi

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