A Bregenz la lirica è sull’acqua

L’esempio. Il longevo esempio austriaco
Quest’anno si punta sul Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart: prima il 24 luglio, e altre 25 repliche fino ad agosto inoltrato. È il festival della città di Bregenz sul lago di Costanza, nella regione austriaca del Vorarlberg incuneata tra Svizzera e Germania. Una città di poco più di 26.000 abitanti, ma dotata di un efficiente casinò e di ben due musei d’arte contemporanea che, fin dal 1946, ospita il Bregenzer Festspiele. Che si è dotato del palcoscenico più grande del mondo per la lirica, con una tribuna per quasi 7mila persone (circa 200mila i biglietti staccati ogni anno). A Como non c’è nulla del genere.

Ma se ne avrebbe gran voglia come testimoniano i ripetuti sopralluoghi effettuati a Bregenz da operatori culturali lariani: il Lario ha ormai una solida tradizione di festival all’aperto nel parco di Villa Erba. A Bregenz però si va sul concreto. E si pensa in grande. Gli allestimenti sempre molto suggestivi non sono semplicemente sulla riva, ma direttamente sull’acqua (nella foto, quello del capolavoro mozartiano). Con imponenti strutture di cemento armato su cui gli scenografi inventano fantasiosi quanto mastodontici allestimenti. Parte del fascino di Bregenz, dove si è esibito anche il tenore comasco Marco Berti, è anche il suono: i musicisti sono in una sorta di buca sotto il palcoscenico e collegati all’esterno con altoparlanti.

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