A caccia di antichità

Scavi e ricerche – Tempo di bilanci per gli archeologi lariani e ticinesi all’incontro del 20 ottobre nell’Aula Magna di Giurisprudenza
Autunno è la stagione dei bilanci per l’archeologia lariana. Si terrà, infatti, sabato 20 ottobre, nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria di Como, nel chiostro di Sant’Abbondio, il quarto incontro di aggiornamento sulle scoperte nelle province di Como, Lecco, Sondrio e nel Canton Ticino. Il convegno, dedicato alla memoria del professor Giorgio Luraschi, apprezzato docente di Diritto romano ed appassionato archeologo, è organizzato dalla Soprintendenza
ai Beni Archeologici della Lombardia, dall’Università dell’Insubria, Dipartimento di Diritto ed Economia, e dalla Società Archeologica Comense, con la collaborazione del Museo Archeologico Giovio di Como e l’Ufficio dei Beni Culturali del Canton Ticino.
Verranno forniti ragguagli su alcuni dei siti più indagati della provincia, tra i quali quelli su cui i Musei civici hanno condotto pluriennali ricerche. Su queste relazionerà alle 11 Isabella Nobile De Agostini, conservatrice del Museo Giovio mentre, nel pomeriggio, Stefania Iorio, responsabile della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, darà riscontro su nuove opere, scavi e interventi di tutela in provincia.
Altro contributo comasco sarà quello sulle recenti ricerche paleontologiche condotte dall’Università dell’Insubria e dal laboratorio di archeobiologia dei Musei Civici di Como, da anni attivo nello studio di siti importanti, classificati come “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco, come quelli palafitticoli preistorici dell’arco alpino o quello denominato “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, che racchiude sette siti sparsi nella Penisola.
L’incontro consentirà di addentrarsi nei meandri reconditi del patrimonio archeologico locale, che quest’anno, infatti, si è rivelato denso di attività e iniziative.
Il castelliere preistorico del Monte Caslè a Ramponio Verna, sul quale da anni il Museo Giovio conduce indagini su concessione del ministero per i Beni Culturali, è stato tra l’altro da poco inserito in un dvd interattivo, volto a divulgare le ricerche di un sito, trasformato da boscaglia in parco archeologico. Sempre in Valle Intelvi altro sito valorizzato è quello fortificato di Pellio, dove sono emersi i resti di un grande edificio medievale nei pressi della chiesa di San Giorgio.
In città grandi sono le speranze per l’auspicata apertura, ad oltre dieci anni dall’avviamento del progetto di recupero, della Porta Pretoria, la principale via d’accesso della città romana. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cariplo, ha infatti già portato al restauro del monumento e alla messa in sicurezza degli ambienti, nonché al recupero di materiali lapidei in pessimo stato di conservazione. Quanto alle mura romane, che non rientrano al momento in alcun progetto di valorizzazione, è stato loro dedicato, dalla Società Archeologica Comense uno studio cronologico, che ne segue le trasformazioni nei secoli e offre una preziosa mappa di visita e riflessione. Ad aver ritrovato, invece, il suo splendore, grazie ad un intervento di tutela e valorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, è il complesso monumentale di viale Lecco, ingente struttura di oltre 2.500 metri quadrati databile, probabilmente, alla prima età imperiale e a lungo identificate come complesso termale, oggi discusso.
La valorizzazione ha riguardato anche il grande cerchio litico del nuovo ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, per il quale è stato predisposto un intervento di circa 180mila euro, che ha visto l’integrazione delle parti mancanti degli anelli con siepi di bosso, la catalogazione dei massi e lo studio dei primi reperti, esposti in una mostra da poco conclusasi al Museo Giovio.
Sono proseguiti, inoltre, per tutto l’anno anche i consueti sopralluoghi di controllo e le uscite di ricognizione all’abitato protostorico di Pianvalle ed alle strutture limitrofe, condotti dal Gruppo Archeologico “Ulisse Buzzi”.
Sempre in provincia altro sito rivalutato è quello dell’Antiquarium di Ossuccio e dell’Isola Comacina. La struttura, nella quale sono esposti reperti archeologici, tra i quali resti di intonaci affrescati, lastre pavimentali ed un prezioso capitello paleocristiano, è anche il punto di partenza per la visita all’isola, luogo da dove provengono i manufatti in mostra ed una delle aree più importanti per l’alto Medioevo di tutta l’Italia settentrionale. I lavori del convegno, che partirà alle 9.15, si concluderanno con la visita ai resti della antica Basilica dei Santi Pietro e Paolo ed agli affreschi della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Cristina Fontana

Nella foto:
Archeologhe al lavoro sugli scavi lungo la cinta muraria del colle Baradello nel 2008

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