A Cantù la musica si insegna anche con i bit

Concorso Pianoforte e orchestra città di Cantù

Anche la “Nuova Scuola di Musica” di Cantù, causa pandemia, ha scelto la via dell’insegnamento digitale, con quasi tutte le classi attive in rete.
La scuola, che vede in Giuliano Molteni il suo presidente, è nata nel lontano 1986 quando alcuni giovani musicisti canturini sentirono la necessità di tradurre il loro impegno in una iniziativa che fosse un punto stabile di riferimento per appassionati e professionisti. Nacque così la Nuova Scuola di Musica di Cantù: una cooperativa senza fini di lucro sostenuta dal Comune di Cantù, dalle realtà economiche locali (Cassa Rurale ed Artigiana soprattutto), dalla collaborazione dei soci, dalla competenza dei docenti, dalla passione degli allievi e dalla fiducia dei genitori. Accanto a corsi finalizzati allo studio professionale della musica promuove iniziative volte alla diffusione della cultura musicale e alla pratica amatoriale.
Interviene così con proposte specifiche nelle scuole materne ed elementari, offre progetti mirati alle esigenze delle diverse associazioni e dei differenti utenti (anziani, giovani, insegnanti, ecc). Propone ascolti guidati di opere liriche e rassegne concertistiche di musica classica ma anche jazz ed etnica. Iniziativa principe è il concorso “Città di Cantù” per pianisti che si esibiscono con orchestra, giunto alla 30ª edizione. L’iniziativa è a cura della “Nuova Scuola di Musica” di Cantù. Storico partner dell’iniziativa è l’orchestra “Mihail Jora” di Bacau in Romania diretta dal maestro Ovidiu Balan. Le nuove date del concorso previsto storicamente per maggio sono dal 15 al 19 settembre prossimi, l’iscrizione è entro il 31 maggio.
«Ci mancano gli incontri con gli allievi – dice Molteni – che attualmente sono circa 160. E ci mancano i salotti musicali che abbiamo curato con regolarità per il nostro pubblico. Ci manca l’incontro con la gente insomma, speriamo di recuperare quanto prima questa dimensione che per la musica è essenziale. Specie per noi che vediamo il mondo delle sette note come occasione di crescita culturale e di educazione permanente oltre che momento conviviale. Su idea del maestro Pierangelo Gelmini abbiamo anche creato una orchestra giovanile che ha permesso di consolidare il nostro ruolo di fucina di talenti. Nell’orchestra sono nati amori e famiglie e ora molti allievi sono figli di mamme e papà che si sono conosciuti suonando nell’orchestra».

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