A Lanzo la pittura di Sergio Orlando è protagonista dell’estate

altFino al 24 agosto
«Mi piace il suo modo di vedere le cose e soprattutto il suo modo di esprimere e raccontare». Parola di Federico Fellini, che è stato uno degli estimatori del pittore Sergio Orlando, accanto a poeti illustri come Rafael Alberti e Giovanni Raboni, e a giornalisti come Gaetano Afeltra, Ferruccio de Bortoli e a scrittori come Dino Buzzati e Carlo Bo. Erede autentico per stirpe e vocazione dei Magistri Comacini, che nel segno dell’essenzialità sa interrogare il “genius loci” (in un lembo di lago, in un paesaggio intelvese con rustici e cascine e anche in una natura morta), nel farlo Orlando ha sempre l’obiettivo di sondare “l’anima delle cose”, come notò a proposito del suo lavoro pittorico lo scrittore Guido Piovene.

Accompagnato dalla pubblicazione di un prestigioso catalogo edito da Giorgio Mondadori, Orlando (nella foto, una sua opera) è tornato nella sua Lanzo Intelvi con quaranta opere scelte della mostra “Dipinti e Disegni” presso lo Studio d’Arte nella piazza principale della località lariana. La mostra rimane aperta fino al 24 agosto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30. Come annota il critico del “Corriere della Sera” Lorenzo Viganò nella presentazione dell’evento, «c’è un che di rassicurante nelle tele di Sergio Orlando. È il sapore della memoria, dei paesaggi guardati, scoperti, dimenticati – o anche soltanto immaginati – così legati al nostro vissuto da sentirli nostri anche se non li abbiamo mai visti». A sinistra, un olio su tavola del 1996 di Orlando, Paesaggio con Monte Generoso. Fa parte della nostra galleria d’arte permanente “Lario ad Arte” sul sito www.corrierecomo.it.

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