A lezione in Riviera per la Statale Regina

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

Sono i giorni del bicchiere pieno e vuoto a metà per la Statale Regina. La buona notizia è il passo avanti verso l’apertura del cantiere per la variante della Tremezzina. La cattiva notizia è la realtà attuale di una strada lunga 61 chilometri, da Como a Sorico, tuttora condizionata da strozzature che rendono penoso il viaggio. Migliaia di auto ogni giorno, che si moltiplicano durante la bella stagione, con la guida complicata da pullman e mezzi pesanti. La Regina, dati alla mano, è anche una delle vie più pericolose, ad alto tasso di incidenti. Quando poi piove, basta un po’ d’acqua ed è abbonata a frane e smottamenti. In quarant’anni si sono fatti tanti tunnel; il colpo grosso atteso da tempo è il percorso alternativo alla Tremezzina, in dirittura d’arrivo dopo il parere positivo espresso nei giorni scorsi dal Consiglio superiore dei lavori pubblici sul progetto definitivo. In questo, come in numerosi altri casi, sono state utili le azioni di protesta civile promosse dal comitato Pro Statale Regina, come’è anche stato riconosciuto. Non un populismo fine a se stesso, ma forme di forte sensibilizzazione finalizzate a stanare le istituzioni in modo propositivo. La saldatura ha prodotto i risultati. Quanto al resto, vale a dire la gestione dell’esistente, invece, ci si limita a stabilire fasce orarie per il transito dei mezzi pesanti, semafori intelligenti in corrispondenza delle strettoie e osservatori del traffico, i movieri. Oggi è Pasqua e sono gioie e dolori. Lo stesso varrà per i “ponti” delle prossime due settimane.  È emergenza, nonostante i citati stratagemmi. I sindaci, poi, non vogliono più pagare i movieri se la spesa non viene ripartita tra tutti i Comuni; l’Anas non lo fa e la Fai, l’associazione degli autotrasportatori, propone provocatoriamente: paghino un ticket tutti i veicoli che transitano lungo la Statale. Il mese scorso è stata anche avanzata l’idea di un “girone” a senso unico per i mezzi pesanti, durante l’estate e in altri periodi topici. Partenza da Como e rientro da Lecco. Immediata la levata di scudi da parte delle categorie interessate. Come sempre, occorre chiedersi: cosa fanno in altri luoghi turistici dalla viabilità angusta e con caratteristiche analoghe? Intanto, si sfrutta meglio l’acqua, come “metrò del mare”. Poi, per fare due esempi del 2018, lungo la Costiera Amalfitana, da aprile a novembre, vigeva il divieto di transito per gli autobus superiori a otto metri nei weekend e nei periodi di maggiore affluenza, oltre che la proibizione per i mezzi superiori ai 10,36 metri. Sulla Riviera Ligure, dalle 11 alle 22, il veto era stabilito per tutti gli autocarri commerciali sopra le nove tonnellate. E i pullman turistici potevano compiere due soli viaggi, andata e ritorno, nelle 24 ore. Qualcosa bisogna escogitare anche qui.

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1 Commento

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    Giacomo Canfailla , 23 Aprile 2019 @ 7:25

    Certo usare il lago e’ troppo complicato, appositi battelli per i mezzi pesanti e’ forse impensabile per i geni della politica? non sarebbe male neanche per l’economia locale, vista l’esistenza dei cantieri sul lago, si risparmierebbero decenni e inquinamento rendendo piu’ appetibile la zona, ricordo che nello stretto di Messina si trasportano addirittura i treni…..
    Io ho un garage in Via Giulini e nei giorni scorsi era irragiungibile a meno di non fare lunghe code visto il traffico diretto al silos a fianco del tribunale. Anche qui per i residenti, come ho gia’ suggerito a Natale, basterebbe cancellare qualche parcheggio e permettere l’ingresso da Via Mentana , ma non frega niente a nessuno, alla precedente amministrazione come l’ attuale. Infatti pur cambiando molti occupanti sono sempre gli stessi, validi per ogni stagione.

    Grazie, Saluti,

    Giacomo

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