A tavola sul Lario vince sempre la tradizione

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Gastronomia e dintorni
Nonostante la crisi in pochi rinunciano a mettere nel piatto i cibi più prelibati

(f.bar.) I comaschi sono tradizionalisti. A tavola, per Natale, trionfano abitudini consolidate. E così nelle gastronomie cittadine la fanno da padroni tutti i prodotti più classici: dagli antipasti ai dolci. Abbuffata sia, dunque, a patto che non manchino mai i cibi tradizionali.
Nonostante la recessione, la tavola lariana sarà ugualmente imbandita. Si ridurranno magari le quantità, ma la cena della vigilia o il pranzo del 25 dicembre rimangono momenti intoccabili.
Alcuni commenti

degli addetti del settore fanno ben sperare. «Sinceramente va meglio rispetto al 2012. Certo, non siamo ancora sui livelli degli anni passati, ma le vendite non sono negative», dice Natale Farumi della gastronomia Il Salumaio. Nulla verrà tralasciato. E così, «si partirà, come sempre, con gli antipasti misti – dice sempre Farumi – Vanno sempre bene la classica insalata russa e i paté. Poi largo a pasta fresca o agli immancabili tortellini in brodo».
Per i secondi ampia scelta tra proposte a base di pesce e di carne. «I piatti tradizionali sono gli indiscussi protagonisti e non mancheranno neanche quest’anno – dice Marco Castiglioni, titolare della gastronomia omonima di via Cesare Cantù – Anche se la crisi, forse un po’ più nascosta, c’è sempre. E lo vediamo». Ovviamente si possono spendere cifre diverse. Da pochi euro fino a somme considerevoli.
«Nessuno rinuncia ai “suoi” piatti che poi coincidono anche con quelli della tradizione. Vista la situazione, ci saranno più morigeratezza e maggiore attenzione agli sprechi. Anche perché buttare il cibo è un vero delitto», aggiunge Castiglioni.
La scelta è pressoché infinita. Tra gli antipasti, dai paté di salmone irlandese a quello di fegato d’oca e cognac alle pere. Dal carpaccio di ombrina, alle tartine assortite. Fino al salmone norvegese o ai gamberoni in salsa cocktail. Spazio poi ai primi: lasagne di carne o condite di stracchino di capra, noci e tartufo bianco d’Alba. Ma anche cannelloni e trippa alla milanese.
E di secondo, soprattutto carne. Da quella di anatra fino al cappone. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta. «Siamo in grado di soddisfare i gusti e le necessità di tutti», conclude Castiglioni.
Notizie positive anche dai ristoranti comaschi che si preparano ad accogliere i clienti che solitamente trascorrono il 25 dicembre fuori casa. «Arrivano buone notizie. Ho parlato di recente con alcuni colleghi e sembra che i tavoli siano quasi tutti al completo – dice il presidente dei cuochi lariani, Cesare Chessorti – Non siamo ancora al tutto esaurito ma ci stiamo avvicinando. Diciamo che il Natale 2013 promette bene». Maggiori incertezze, invece, sul 31 dicembre anche «perché molti comaschi preferiscono passarlo in casa con amici, cucinando personalmente la cena», aggiunge Chessorti. Inevitabile chiedere cosa aspettarsi in tavola.
«La tradizione. Dai tortellini in brodo al cappone con le castagne, al filetto in crosta. Antipasti a volontà con salmone, spumoni e insalata russa. E ovviamente i re tra i dolci natalizi: panettone e pandoro. Senza dimenticare l’accompagnamento della crema al mascarpone», conclude il presidente dei cuochi lariani.

Nella foto:
I comaschi amano molto il formaggio, cibo che occupa un posto d’onore sulle tavole

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