Abbondino 2020, l’assegnazione forse entro giugno

abbondino d'oro 2018. In foto con diploma in mano da sinistra padre Bonacina, resp. ass. ABIO e Luigi Nessi

Che fine ha fatto l’Abbondino d’oro 2020, la civica benemerenza di Como? La domanda sorge spontanea a pochi giorni della consegna, a Palazzo Lombardia, della Rosa Camuna, il premio regionale.
Lo avevamo fatto anche all’inizio di febbraio, quando a Cantù, la sindaca Alice Galbiati aveva conferito una serie di benemerenze in presenza. Lo stesso era avvenuto ad Erba per l’Eufemino.

Pur nel pieno della pandemia si era trovato un momento per una cerimonia. Dal capoluogo invece ancora tutto tace. L’unica data, poi annullata, è rimasta quella del 28 novembre scorso, al Teatro Sociale. Devono ricevere l’Abbondino d’oro 2020, ricordiamo, il noto scrittore e giornalista Gianni Clerici, l’egittologo Angelo Sesana e l’associazione Alice Como Onlus, impegnata nell’opera di sensibilizzazione e di prevenzione dell’ictus cerebrale.

Il sindaco e il presidente della Commissione Abbondini, Matteo Ferretti di Fratelli d’Italia, avevano spiegato la scelta di attendere per effettuare la premiazione con il pubblico. Pur con grandi limitazioni per le presenze, cinema e teatri hanno riaperto nelle zone gialle ormai da un mese. Ma della data della cerimonia dell’Abbondino d’oro ancora non c’è traccia. Ferretti sta spingendo con forza affinché tutto si svolga quantomeno nel mese di giugno.

Le location prestigiose e spaziose per la cerimonia non mancano certo, a iniziare proprio dal Teatro Sociale, che era stato prescelto per novembre, passando per i saloni di Villa Olmo, o con una cerimonia molto più raccolta, per la sala consiglio di Palazzo Cernezzi. Gianni Clerici, ormai 91enne, che raccontò di aver iniziato a collaborare alla Gazzetta nel 1951, con un cronaca del Como vista da Brunate con il cannocchiale, forse non avrebbe disdegnato neppure lo stadio Sinigaglia.

Staremo a vedere. Intanto la commissione sta revisionando anche il regolamento dell’Abbondino, per evitare altre forti divisioni sulla scelta dei nomi.

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