Abusi nel Preseminario, monsignor Radice nega tutto

Vaticano

È durata circa due ore, ieri in Vaticano, la terza udienza per il processo a carico di monsignor Enrico Radice e di don Gabriele Martinelli, i due sacerdoti della diocesi di Como accusati di abusi nel Preseminario San Pio X. Il Tribunale, presieduto da Giuseppe Pignatone, ha sentito ieri soltanto monsignor Radice; don Martinelli era infatti assente in quanto si trova in Lombardia (zona rossa) e perché lavora in una Rsa: sarà sentito il prossimo 4 febbraio. Secondo quanto riferito dall’agenzia Sir, nel suo interrogatorio monsignor Radice ha ribadito di non aver mai saputo niente di quanto denunciato dalla vittima e che quest’ultima, assieme all’amico-testimone, aveva agito per «interessi economici». Lo stesso monsignor Radice ha inoltre riferito che l’allora il vescovo di Como, Diego Coletti, e il cardinale Angelo Comastri «decisero di chiudere la vicenda, anche dopo averlo sentito, perché non si erano riscontrati elementi concreti». Nel Preseminario, ha aggiunto monsignor Radice, «non ho mai visto o sentito parlare di abusi: rimanevo sveglio fino alle 23-23.30 per assicurarmi che tutti entrassero nelle loro stanze. Le pareti erano sottili, si poteva sentire tutto. Se qualcuno chiacchierava dicevo, dopo una certa ora, di fare silenzio. “Nessuno mi ha mai riferito di abusi, né gli studenti, né gli insegnanti, né i genitori», ha aggiunto.

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