«Abusò della dipendente»: barista a processo. I fatti sarebbero avvenuti in un locale del centro

Il tribunale di Como

Le volanti della Questura erano intervenute per riportare la calma, all’interno di un bar del centro città a pochi passi dal centro storico.
All’apparenza, si trattava di un violento litigio tra il gestore dell’attività (un 55enne residente in città, nato a Bellinzona) e la sua dipendente (una 38enne dell’Est Europa, pure lei residente in città).

Le indagini hanno però descritto un altro scenario, arrivando a contestare al gestore dell’attività commerciale non solo le lesioni alla dipendente ma anche la violenza sessuale ai danni della cameriera, in un periodo compreso tra il dicembre del 2015 e il 25 aprile del 2016, quando la donna presentò denuncia querela proprio negli uffici della Questura. Ieri, nel palazzo di giustizia lariano, si è tenuta l’udienza di fronte al Collegio del Tribunale di Como in cui sono stati sentiti gli agenti delle volanti che intervennero proprio il 25 aprile 2016.

La donna era finita al pronto soccorso dopo essere stata colpita con calci e pugni, rimediando una prognosi di cinque giorni. Ma, come detto, all’accusa di lesioni se n’è aggiunta con il tempo una seconda ben più grave: secondo la pubblica accusa infatti il gestore del bar, «abusando delle condizioni di inferiorità psico-fisica della dipendente in seguito all’abuso di alcol», avrebbe in più occasioni violentato la cameriera nel locale del bar adibito a cucina, e anche in uno stanzino dove era presente una branda.
La ragazza, assistita dall’avvocato Mario Rampa, si è costituita parte civile ed è già stata sentita dai giudici.

L’imputato invece, rappresentato dal legale Angelo Bianchi, respinge le accuse sostenendo che i rapporti sessuali erano consenzienti. Nelle indagini della Procura di Como sono finite le denunce, i referti del pronto soccorso, le testimonianze di persone informate sui fatti ma anche i messaggi sulle chat di Whatsapp che il datore di lavoro e la dipendente si sarebbero scambiati nei cinque mesi finiti al centro dell’indagine. La sentenza è attesa per le prossime settimane.
M.Pv.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.