Abusò di una bambina e realizzò dei video. Condannato a 12 anni e 8 mesi di carcere

Tribunale Milano

È uno dei fatti di cronaca che più hanno sconvolto. Un uomo 30enne del Comasco, giudicato dal perito «capace di intendere e di volere», è finito davanti al giudice per violenze reiterate su una bambina piccola, abusi che venivano anche ripresi nel tentativo – poi fermato dagli inquirenti – di produrre e mettere in rete un tutorial proprio su come abusare dei bambini.

Questo fascicolo shock ieri pomeriggio è arrivato al primo snodo cruciale, la condanna in primo grado per l’imputato (in Abbreviato) a 12 anni e 8 mesi di reclusione. Il pubblico ministero aveva chiesto 14 anni e 8 mesi. Condannata anche la compagna 30enne a 9 anni e 8 mesi (10 anni e 4 la richiesta). La donna era accusata di concorso per «aver omesso di denunciare i fatti» nonostante fosse stata presente «nell’abitazione in cui questi avvenivano».

In aula si erano costituite come parti civili sia la mamma della bambina, sia la bambina stessa tramite il proprio genitore. Il giudice non ha disposto per loro nessuna provvisionale, rimandando tutto a una eventuale definizione in sede civile.

Le udienze si sono tenute a Milano, tribunale competente, e sul banco c’erano le accuse di violenza sessuale aggravata su una minore e detenzione di materiale pedopornografico. L’appartamento in cui sarebbero avvenute tre delle quattro violenze contestate sulla bambina, sarebbe una mansarda esterna alla casa della coppia.

Il quarto abuso sarebbe invece avvenuto in una baita.
Il capo di imputazione, messo nero su bianco dalla Procura di Milano, era un film dell’orrore. Il 30enne era accusato sia di detenzione di materiale pedopornografico (4.473 video, molti autoprodotti, e 6.915 immagini), sia di aver abusato di una bambina di pochi anni (meno di cinque), dopo averla drogata con un sedativo, e filmato tutto con una videocamera. Avrebbe poi tentato di mettere in vendita online i video nel deep web. Non solo, ma dalle indagini è emerso – ed è stato bloccato prima della pubblicazione – un vero e proprio tutorial autoprodotto (tradotto anche in inglese) con istruzione su come abusare di minori drogandoli e senza che questi se ne accorgessero.

Un dettagliatissimo racconto con aberranti appunti sulle riprese da effettuare e i «travestimenti da utilizzare per confonderne i ricordi». Un orrore. Alle accuse, proprio per questo motivo, è stata aggiunta quella di istigazione a pratiche di pedofilia.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.