A9 chiusa e tornare da Lainate è un'impresa

Il reportage – Lavori per la terza corsia dalle 22 alle 5 fino a venerdì
Il tortuoso giro notturno e i messaggi contradditori non aiutano i conducenti
Casello di Lainate. Ore 22.40. Inizia l’odissea. Auto, camion e camper scivolano più o meno silenziosi tra gli sportelli per il pagamento del pedaggio. Oltrepassata la barriera, non è difficile notare un elemento che modifica il  consueto paesaggio viabilistico. L’ingresso dell’autostrada A9, l’Autolaghi, è chiuso. Una lunga serie di
ostacoli posati a terra impedisce di immettersi su quella arteria. La chiusura è motivata dai lavori per la realizzazione della terza corsia; fino a venerdì prossimo, dalle 22 alle 5, non sarà possibile transitare sulla A9, nel tratto compreso tra Lomazzo e il bivio con la A8. La chiusura vale per entrambe le direzioni.
Un destino movimentato attende tutti i veicoli che, provenendo da Milano, devono raggiungere Como per poi proseguire verso la Svizzera. Dunque, le auto e i mezzi pesanti in viaggio dall’Italia verso l’Europa. Niente svolta per  immettersi nella A9, quindi. Non rimane che proseguire lungo la A8, sormontata nel tratto iniziale da un cartello con una  scritta bianca su fondo verde: “Gravellona Varese”. Mentre l’automobilista percorre l’autostrada, nota sul bordo della carreggiata un cartello, posato a terra, che recita: «Per Como-Chiasso uscire Legnano».
Ma sul display di un grande pannello elettronico, con le indicazioni sulla viabilità, si illumina un messaggio con un’indicazione diversa: «Per Como Svizzera uscire a Rescaldina – Direzione Saronno Turate». Il turista straniero, madrelingua tedesca, danese, olandese potrebbe avere qualche difficoltà. Dove sarà meglio uscire? A Legnano oppure a Rescaldina? Gli stessi dubbi colgono anche il conducente locale che non dovesse conoscere le uscite della A8. Il mistero si risolve improvvisamente a uno svincolo. Sulla strada che permette di abbandonare la A8 compaiono due cartelli, affiancati. Uno dice «Legnano», l’altro «Rescaldina».
All’ufficio dello svincolo di Lainate, un addetto aveva consigliato di non recarsi all’ingresso della A8 per tornare a Como: aveva invitato il cronista a raggiungere direttamente Origgio, percorrendo la Statale e seguendo le indicazioni per Turate. Ma, tra le decine e decine di auto che hanno passato il casello, nessuno ovviamente si è fermato a chiedere. Tutti pagano. E proseguono.
Sui guardrail dell’uscita «Legnano Rescaldina»  sono appese due indicazioni  con frecce gialle e la dicitura: «A9 CO-CH». Non si tratta di una curiosa formula chimica. È la bussola da seguire.
Più oltre, ecco un’altra indicazione: «autostrada MI-CO».
L’automobilista percorre la provinciale 527, che attraversa Uboldo. La strada è insolitamente trafficata: la maggior parte delle auto ha targa straniera.
Qualche conducente, preso nella morsa del dubbio, parcheggia al bordo della strada, magari all’ingresso di un pub o nel piazzale di un supermercato, accende la luce interna e scruta una mappa stradale.
Tecnicamente, se conoscesse l’italiano, potrebbe chiamare i numeri verdi messi a disposizione dei viaggiatori. Peccato che, chiamandone uno, risponde gentile una voce che dice di «non sapere nulla» e fornisce il numero verde del servizio “Viaggiare informati”. Qui, un’altra voce gentile e affabile ricorda che il servizio offre informazioni sull’intensità del traffico e non sulla chiusura delle strade. Chiamando un secondo numero verde, la voce cortese e amichevole di un’altra ragazza dice di non avere informazioni specifiche sulla chiusura della A9 e fornisce   un altro numero verde. Cioè il primo, quello che indirizzava al servizio “Viaggiare informati”.
Anche alle rotonde di Uboldo, a ogni buon conto, fanno capolino altri cartelli con la rassicurante formula: «A9 CO-CH».
Le 23 sono passate da qualche minuto. Uboldo lascia spazio a Saronno. Le consuete frecce gialle portano a Gerenzano. Qui si incontrano diverse rotonde prive di indicazioni. Prendere l’uscita sbagliata significa ritrovarsi fra le tenebre di qualche zona industriale.
È la volta della provinciale 233. Da Turate la segnaletica conduce alla provinciale 33, la Turate-Lomazzo. La meta, forse, non è lontana ma una sorpresa inattesa attende l’ignaro conducente: le indicazioni portano a una zona periferica, con strade strette che costeggiano un prato. La via prosegue sotto un ponte in pietra. Poi l’agognato ingresso in autostrada e il tratto di collegamento che riporta a Lomazzo. Il percorso alternativo, da Lainate a Lomazzo, è di trenta chilometri. Lungo la A9, per coprire lo stesso tratto, è stato necessario viaggiare per 17 chilometri.
Ma anche all’ingresso della A9 all’altezza di Lomazzo non mancava qualche incognita curiosa. Tutte le indicazioni che dalla provinciale Lomazzo-Bizzarone conducevano alla A9 erano coperti da cellophane nero. Eppure il casello era operativo.

Marco Proserpio

Nella foto:
La chiusura del tratto autostradale tra Lainate e Turate all’altezza di Saronno per lavori di asfaltatura (foto Sergio Baricci)

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