Accade anche in Svizzera: Alptransit rischia 2 anni di ritardo

alt Potrebbe slittare l’apertura del tunnel del Monte Ceneri
(f.bar.) Alptransit, si annunciano pesanti ritardi. Gli svizzeri potrebbero rinviare addirittura di due anni l’apertura del tunnel di base del Monte Ceneri. Facendo slittare dal 2019, data prevista per l’inaugurazione, al 2021 il primo passaggio dei convogli. Si tratta del secondo tunnel in costruzione nell’ambito del progetto Alptransit, oltre a quello del San Gottardo che sarà inaugurato nel 2016. Attraverso questi collegamenti dovrebbero sfrecciare i treni super-veloci che arriveranno dal Nord Europa fino in Lombardia. Ieri, però, è arrivata la notizia del possibile rallentamento nei lavori in corso oltreconfine. 

 

Due anni di stop – forse addirittura tre – dovuti ad alcuni procedimenti giudiziari in corso per l’assegnazione di parte degli interventi.
«È un fatto sicuramente negativo. Ribadisco infatti come si tratti di un’opera anche per noi di assoluta necessità. Una priorità infrastrutturale», interviene il consigliere regionale del Pd Luca Gaffuri.
Va detto come finora, in provincia di Como, nessun intervento di potenziamento delle linee ferroviarie esistenti sia stato avviato. L’unica opera messa in cantiere è in provincia di Varese ed è la Arcisate-Stabio (8,4 chilometri di ferrovia a doppio binario per collegare Arcisate, dunque Varese e Malpensa, con Stabio e Mendrisio, ovvero il Gottardo e il resto d’Europa).
«Ovviamente, anche se può sembrare paradossale, avere più tempo a disposizione potrebbe tornare utile per trovare i finanziamenti necessari alla realizzazione degli interventi in Italia – aggiunge sempre Luca Gaffuri – Le risorse attualmente a disposizione sono indirizzate verso una rimodulazione delle linee già esistenti ma non a nuovi interventi sulla tratta che da Chiasso punterebbe verso Monza». In conclusione c’è ancora spazio per un’amara riflessione finale.
«Stupisce sapere che anche oltreconfine accadono certi fatti. Soprattutto perché da sempre la Svizzera è per noi tutti un sinonimo di precisione e di rispetto al secondo delle tempistiche», conclude Gaffuri.
Decisamente sorpreso anche il consigliere regionale di Forza Italia, Alessandro Fermi.
«Succede anche in Svizzera. A volte si ergono a paladini della moralità, criticando quanto accade in Italia, e poi si ritrovano a dover affrontare situazioni analoghe. È una notizia sorprendente», dice il consigliere Fermi, che non nasconde la possibilità di «sfruttare questo tempo aggiuntivo per cercare di agganciare e riprendere una partita che ci vedeva in netto svantaggio – conclude Alessandro Fermi – L’opera è strategica e sul nostro territorio le incognite sono ancora tante. Ora è il momento di decidere come muoversi».
E i prospettati slittamenti nei programmi hanno ovviamente infuocato il dibattito oltreconfine.
«Siamo dinanzi a una piccola catastrofe per la rete ferroviaria in Ticino, per i viaggiatori, per le casse della Confederazione e per la politica di trasferimento del traffico merci in transito dalla gomma alla rotaia», ha detto nelle ore scorse il consigliere agli stati Filippo Lombardi, membro della Delegazione parlamentare di vigilanza delle nuove trasversali ferroviarie alpine.

Nella foto:
La prevista apertura dell’Alptransit nel 2019 potrebbe slittare di un paio d’anni

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.