Accattonaggio, linea dura del sindaco
Città, Cronaca

Accattonaggio, linea dura del sindaco

Mario Landriscina (a sinistra) e Andrea Bambace

A una manciata di giorni dal Natale, l’ordinanza provvisoria firmata dal sindaco, Mario Landriscina, portò Como alla ribalta dei media nazionali. Le polemiche, anche feroci, si scatenarono allorquando alcuni volontari, una domenica, vennero allontanati dalla polizia locale cittadina. Volevano distribuire generi alimentari sotto il chiostro dell’ex chiesa di San Francesco.
Nonostante le polemiche, l’ordinanza non è mai stata ritirata. Come previsto dalla stesso sindaco di Como, si trattava però soltanto di un provvedimento tampone, in attesa del nuovo regolamento di polizia locale.
Il nuovo documento è ora pronto. E contiene anche il divieto di accattonaggio molesto. Lo ha confermato lo stesso primo cittadino del capoluogo, Mario Landriscina, martedì sera in diretta su Espansione Tv. Il sindaco, nell’appuntamento settimanale davanti alle telecamere con il giornalista Andrea Bambace, ha spiegato alcune linee guida del nuovo regolamento di polizia locale e ne ha illustrato l’iter.

«Il documento è pronto ed è sulla mia scrivania – ha detto Landriscina – In queste ore è stato distribuito anche a tutti gli assessori della giunta per una prima lettura».
Quello in giunta è però soltanto uno dei passaggi formali. Sul tema, infatti, Landriscina vuole che siano pure il consiglio comunale e le tante anime della città a esprimersi. «L’analisi passerà anche dalle commissioni – ha aggiunto il sindaco – E da tutte le componenti del consiglio. Successivamente verrà condiviso con le associazioni di categoria e le realtà che si occupano di sostegno alle categorie socialmente in difficoltà».
Il sindaco ha poi chiesto pazienza e comprensione ai cittadini comaschi.
«Il regolamento punisce l’accattonaggio molesto – ha spiegato – ma non vieta di chiedere l’elemosina. Possiamo intervenire soltanto in presenza di minori, ad esempio, o per comportamenti antidecorosi o antisociali, ma non possiamo negare alle persone di chiedere solidarietà».
Quindi, l’appello finale ai comaschi. «Ci devono aiutare denunciando i soggetti più molesti e fastidiosi – ha sottolineato il primo cittadino – ma non voglio che si creino false speranze. La legge è chiara».

15 marzo 2018

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Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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