Accusato di essere un finto avvocato. In aula per un nuovo raggiro

altPer la Procura non era un legale

(m.pv.) Non finiscono i guai per il presunto finto avvocato di Tavernerio, Andrea Beretta (39 anni), difeso dal legale Livia Zanetti. Ieri, a Como, è iniziato il processo per una seconda vicenda che lo riguarda, con all’ordine del giorno storie in tutto simili al fascicolo principale che si trova ancora in fase di chiusura indagini. Secondo la Procura, Beretta sarebbe responsabile di esercizio abusivo della professione e di truffa ai danni di un cliente da cui aveva ricevuto mandato di ottenere

risarcimento da parte di una assicurazione in seguito a un incidente stradale. Quello che per l’accusa è un finto avvocato (non avendo mai superato l’esame di Stato e non essendo nemmeno laureato) avrebbe preteso per la propria prestazione una parcella di 3.100 euro. Una vicenda portata allo scoperto dal cliente stesso (che comunque ricevette quanto dovuto dall’assicurazione, ovvero circa 18mila euro) che presentò querela nell’ottobre del 2010. Da qui il via alle indagini.
Nel frattempo, sono poi emerse molte altre segnalazioni confluite in un secondo e più ampio fascicolo (pm Simone Pizzotti) sempre per l’esercizio abusivo della professione di avvocato e truffa ai danni dei clienti (undici, per un ammontare complessivo di oltre 60mila euro) e delle falsificazioni di timbri e sottoscrizioni non solo dei cancellieri del tribunale di Como ma anche dei giudici.
L’udienza di ieri è stata invece rinviata per i primi testimoni al 26 marzo del 2014.

Nella foto:
Il Tribunale di Como, dove ieri è iniziato il processo contro il presunto finto avvocato

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