Acquisti in Italia, fioccano le prime multe tra gli svizzeri

Dogana di Ponte Chiasso, frontiera, confine con la Svizzera

La tentazione di fare shopping nei negozi di Como e del territorio italiano dopo un lockdown così lungo è stata evidentemente troppo forte. Così ieri, «una manciata» di residenti in Canton Ticino è stata multata al rientro in Svizzera perché in possesso di acquisti non consentiti.
Ne ha dato comunicazione sui portali di informazione online del Cantone l’Amministrazione federale delle dogane.
Ricordiamo che la Svizzera non ha ancora aperto le frontiere in ingresso e ha imposto ai cittadini rossocrociati il “divieto di shopping” in Italia. Questo almeno fino al 15 giugno. Fino ad allora vale l’attuale direttiva federale. Dal 15 sicuramente la Svizzera aprirà le dogane con la Francia, la Germania e l’Austria. Con l’Italia si vedrà, come aveva spiegato anche il presidente del Consiglio di Stato ticinese, Norman Gobbi, nel corso della conferenza stampa dello scorso 2 giugno.
La possibilità di uscire dalla Svizzera per recarsi in Italia, per le ragioni consentite, intanto, ha provocato un aumento del traffico in frontiera.
«Abbiamo registrato un incremento dei transiti fino al il 20% rispetto alla scorsa settimana», ha commentato la portavoce dell’Amministrazione delle Dogane elvetiche, Donatella Del Vecchio, sul sito ticinonline.ch.
I flussi di traffico rimangono comunque «inferiori al periodo pre-pandemia». Ci sono poi quelle prime multe da 100 franchi ciascuna elevate a chi ha voluto fare la spesa in Italia. Per quanto riguarda l’uscita dalla Confederazione, c’è chi lo ha fatto per recarsi in vacanza e chi per andare a trovare amici e parenti italiani.

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