Addio a Mino Favini, il più grande talent scout del calcio italiano: fu lo scopritore dei campioni di Como e Atalanta

Mino Favini

E’ scomparso uno dei personaggi più importanti nell’intera storia del Calcio Como. Nella notte ci ha lasciato all’età di 83 anni Mino Favini, il più grande talent scout nella storia recente del calcio italiano. Nato a Meda il 2 febbraio del 1936, Favini – il cui nome era Fermo, ma da tutti conosciuto come Mino – da giocatore aveva vestito la maglia della squadra lariana tra il 1954 e il 1957. Nella sua carriera ha inoltre indossato le casacche di Meda, Brescia, Atalanta e Reggiana.

Poi la scelta di rimanere nel mondo del calcio, lavorando nei settori giovanili. Il suo primo capolavoro al Como dove costruì il prolifico vivaio di Orsenigo, puntando su collaboratori come Angelo Massola, Nazzareno Tosetti, Giorgio Rustignoli e su una fitta rete di scouting e di collaborazione con le società del territorio, ma non solo.

Quella della società lariana era prima di tutto una scuola di vita e puntava anche su rapporti ben definiti con i genitori, con la regola che nei colloqui non sarebbe stata affrontata alcuna questione tecnica. Ma non fu per caso, ad esempio, che i genitori del compianto Andrea Fortunato decisero di lasciare venire loro figlio giovanissimo al Nord da Salerno, perché sapevano che sarebbe andato in una struttura sana.

Favini amava raccontare anche le storie dei talenti passati da Orsenigo. «Quando portai Gianfranco Matteoli al Como – aveva raccontato – qualcuno mi disse che era piccolo, che non aveva il fisico. A me, invece, bastò vedere come saltava l’uomo. E alla fine è andato in grandi club e anche in Nazionale». Sul campione del mondo Gianluca Zambrotta spiegava: «Appena arrivato da noi non si voleva allenare e continuava a piangere. Ne parlai con i suoi genitori e la scelta fu di farlo seguire da sua mamma quando veniva ad Orsenigo. Così si tranquillizzò». Un particolare legame era quello con Stefano Borgonovo, non a caso lo stesso Favini era stato chiamato per ricordarlo nel 2016, quando la piazzetta davanti allo stadio fu dedicata allo sfortunato ex giocatore scomparso per la Sla.

Gianfranco Matteoli, Stefano Borgonovo, Gianluca Zambrotta e Andrea Fortunato sono stati citati. L’elenco di talenti scoperti al Como da Favini e dal suo staff è davvero lungo e comprende, fra gli altri, Luca Fusi, Pietro Vierchowod, Giovanni Invernizzi, Marco Simone, Francesco Pedone, Enrico Annoni, Paolo Annoni, Egidio Notaristefano, Alessandro Scnziani, Oreste Didonè, Simone Braglia, Stefano Maccoppi, Giuseppe Maria Butti, Enrico Todesco, Roberto Galia, Oliviero Garlini, Silvano Fontolan, Fabio Viviani, Giacomo Gattuso, Lorenzo D’Anna, Diego De Ascentis, Luigi Sala. Atleti che hanno fatto la fortuna del Como prima di tutto sotto il profilo sportivo, visto che molti di loro sono stati protagonisti con la maglia azzurra in serie A negli anni ’80 e anche da un punto di vista economico: la vendita centellinata dei migliori prodotto del vivaio ha consentito per anni al club di via Sinigaglia di andare avanti senza particolari problemi di bilancio.

In mezzo a tanti nomi che hanno poi calcato i più importanti palcoscenici della serie A, va ricordato anche quello di Gianni Ungaro, classe 1962, che sfiorò soltanto la prima squadra del Como. Un centrocampista di talento che è stato il più grande rimpianto di Favini, il giocatore che secondo lui avrebbe potuto fare carriera ad alti livelli, al quale, invece, non riuscì il “grande salto”.

All’inizio degli anni ’90 Favini lasciò il Como per andare all’Atalanta, dove, con lo stesso metodo applicato sul Lario, ha fatto la fortuna della società nerazzurra, che ancora adesso, come dimostrano i risultati sul campo, beneficia del suo lavoro.

Non va poi dimenticata la scelta di chiamare ex giocatori a portare la loro esperienza come allenatori nelle squadre del vivaio; anche in questo caso Favini è stato un talent scout lanciando, ad esempio, l’ex commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli. E i suoi insegnamenti da responsabile del vivaio sono stati raccolti da ex giocatori: Giovanni Invernizzi, ad esempio, ha svolto lo stesso ruolo nella Sampdoria.

L’ultima esperienza di Mino Favini è stata però ancora al Como, dove giunse come consulente con la presidenza di Pietro Porro.

Tanti i messaggi di cordoglio di queste ore. “Un grande Uomo, il cui nome rimarrà per sempre scolpito nella nostra Storia” ha scritto sul suo sito il Como 1907.

I funerali di Mino Favini si svolgeranno a Meda venerdì 26 aprile alle 15.


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