Addio a Riccarelli, il ricordo di Cocco

altIl romanziere de “La caduta”
Il lariano in lizza al Campiello: «Era dotato di ironia e grande umanità»

Uno scrittore «buono, intelligente, dotato di grande ironia e di grande umanità. Che ci ha lasciato due capolavori, il romanzo Un uomo che forse si chiamava Schulz, dedicato allo scrittore ebreo polacco Bruno Schulz, ucciso da un ufficiale nazista nel 1942, e Il dolore perfetto che nel 2004 vinse lo Strega. Oltre naturalmente al bellissimo romanzo di quest’anno».
Così lo scrittore Giovanni Cocco, finalista al Campiello (cinquantunesima edizione) con il romanzo La caduta edito da Nutrimenti, ricorda il collega

Ugo Riccarelli, altro finalista al prestigioso premio, la cui prematura scomparsa, domenica, ha commosso tutto il mondo letterario italiano. Riccarelli al Campiello è comunque in corsa: la giuria del celebre premio ha infatti deciso di onorarne la memoria confermando – secondo quanto prescrive il regolamento – la sua presenza nella cinquina dei finalisti.
«Alla notizia della sua morte mi è venuta in mente una frase dal libro di Julian Barnes Il senso di una fine – ricorda ancora Cocco – “Ma sono comunque gli occhi che continuiamo a guardare, no? È negli occhi che abbiamo incontrato l’altro ed è lì che ancora lo troviamo”. Ecco, gli occhi di Ugo Riccarelli, che ho avuto modo di conoscere di persona solo lo scorso 9 luglio quando ci siamo incontrati a Roma con gli altri finalisti e i vertici del Premio Campiello nel corso di uno degli “Incontri con gli Autori” programmati dalla kermesse letteraria, erano vispi, curiosi, capaci di provare meraviglia».
Riccarelli concorre al Campiello con il romanzo L’amore graffia il mondo (edito da Mondadori), insieme con il citato Giovanni Cocco, e con Geologia di un padre (Einaudi) di Valerio Magrelli, Tentativi di botanica degli affetti (Bompiani) di Beatrice Masini, data per favorita, e L’ultimo ballo di Charlot (Sellerio) di Fabio Stassi.
«Il libro di Riccarelli è valido – dice Cocco – ma qualunque libro vinca sarà un successo. Noi con La caduta, che è già alla terza edizione, puntiamo al secondo posto».
Mentre è già alla seconda edizione, con una tiratura decisamente più importante, il libro che ha lanciato Cocco sul fronte del noir, Ombre sul lago firmato con Amneris Magella, e ambientato proprio sul Lario. Lo ha pubblicato Guanda e ora Cocco passa l’estate in giro per l’Italia per presentare ambedue le fatiche letterarie, trepidante per l’attesa del Campiello ma anche per il premio Camaiore dedicato alla letteratura gialla e giunto alla decima edizione (è alla 25ª quello della località versiliana sulla poesia che vede in giuria il comasco Vincenzo Guarracino), dove Ombre sul lago – prima parte di una saga di cui presto usciranno altri due capitoli – è in finale con Una brutta storia (Edizioni E/O) di Piergiorgio Pulizzi e Vipera (Einaudi) di Maurizio de Giovanni. La premiazione è fissata per il 30 agosto. Cocco è appena tornato da un tour che lo ha visto protagonista a Civitanova Marche, Punta Ala, Assisi e Pescara. La cerimonia della finalissima del Campiello è fissata il 7 settembre alla Fenice di Venezia, diretta con Neri Marcorè e Geppi Cucciari su Rai 5, in differita su Rai 3.
Intanto Feltrinelli ha già firmato il contratto per il prossimo romanzo di Cocco, che uscirà nel 2014.
Sarà una commedia di nuovo con ambientazione comasca, la cui scenografia sarà tra la Tremezzina (da Lenno a Menaggio) e Bellagio.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Da sinistra, Piero Luxardo (presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello), i candidati Valerio Magrelli, Fabio Stassi, Beatrice Masini, Ugo Riccarelli e Giovanni Cocco durante la tappa romana del 9 luglio scorso. A destra, Roberto Zuccato, presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto

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