Agenzia delle entrate in via dei Partigiani. Nuova tegola sulla società nerostellata

Accertamenti sui costi di 2007 e 2008. Pennestrì: «Risponderemo»
Una pesantissima tegola si abbatte sulla Comense, nel pieno di un’estate che l’ha già vista scomparire dal basket che conta. In queste ore è infatti emerso che l’Agenzia delle entrate avrebbe accertato, per il periodo 2007-2008, dopo opportune verifiche effettuate nella sede di via dei Partigiani, costi segnati ma non riconosciuti per un totale importante di oltre un milione e mezzo di euro. Per la verità, la cifra circolata in un primo momento era addirittura superiore al doppio (un milione e 600mila euro per il 2007, un milione e 900mila euro per il 2008), ma è lo stesso presidente
Antonio Pennestrì, intervistato, a spiegare la situazione.
«Prima di tutto preciso che non si tratta di tasse non pagate e tanto meno di false fatture – dice il numero uno nerostellato – Abbiamo però ricevuto dall’Agenzia delle entrate due avvisi di accertamento riguardanti la Comense relativi a costi sostenuti che non vengono ritenuti tali. Si parla di un periodo compreso tra il 2007 e il 2008, e questo lo confermo, ma l’ammontare non è superiore ai 3 milioni di euro bensì si aggira attorno al milione e mezzo. Una posizione che contesteremo di fronte alle competenti commissioni dimostrando invece come fossero più che lecite».
Ma di quali costi si tratta? «Manutenzione del palazzetto, riparazioni, cose di questo tipo. Non c’è ancora nulla di definitivo, l’Agenzia delle Entrate ci contesta alcuni costi sostenuti, e noi spiegheremo la nostra posizione nelle sedi competenti».
Ma c’è attinenza tra i soldi chiesti dall’Agenzia delle entrate e la decisione di dire basta con il basket di serie A1?
«No, semplicemente mancano soldi e a ciò si aggiunge la questione che l’Agenzia delle entrate sta valutando se le sponsorizzazioni nei confronti delle società dilettantistiche siano o meno fiscalmente deducibili. Se non dovessero esserlo, nessuno darà più nulla e sarà la morte dello sport».
Si lavora a una nuova società
Dopo la tempesta degli ultimi giorni, c’è anche uno spiraglio di luce per il basket femminile comasco. La speranza arriva proprio da chi ha dovuto toccare con mano il “crack” della sezione pallacanestro di casa Comense. Dalle ceneri di quella che è stata la più grande società del basket femminile italiano infatti potrebbe nascere una nuova realtà per il movimento lariano, come ammette Guido Corti, già consigliere e dirigente nerostellato ma anche membro della commissione tecnica nazionale sull’attività giovanile femminile: «L’idea mia e dei miei collaboratori è quella di fare in modo che il lavoro di reclutamento e il vivaio che abbiamo creato negli anni alla Comense non siano dispersi ma vengano ulteriormente valorizzati. L’unica strada per migliorare e far crescere il basket femminile sono le collaborazioni tra varie società, oltre ovviamente alla qualità del lavoro. Ecco perché abbiamo intenzione di proseguire su questa strada per dare vita a un nuovo progetto (appoggiandoci a realtà già esistenti) che consenta di mantenere il basket giovanile femminile nella città di Como. Abbiamo una base da cui partire, molto probabilmente non ci chiameremo più Comense e non potremo più parlare di atlete nerostellate, ma questa sarà solo una formalità burocratica. Grazie anche a quanto costruito da Pennestrì abbiamo una grande eredità da tirare avanti e, insieme a chi vorrà sostenerci in questa avventura, faremo in modo che il basket rosa giovanile a Como possa ripartire».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Nuovi problemi in una estate da brividi per il presidente del Pool Comense, Antonio Pennestrì

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