Aggredito e rapinato dall’amico mentre rincasa

Caserma dei carabinieri di Lurate Caccivio

Avevano trascorso il pomeriggio insieme, in un bar di Villa Guardia. Mentre lo riaccompagnava a casa, per motivi che ora toccherà a lui stesso spiegare al giudice delle indagini preliminari di Como, avrebbe aggredito l’amico con un’arma a canna lunga, colpendolo a volto, inseguendolo e picchiandolo nuovamente con un bastone, prima di sottrargli il portafoglio con i 260 euro contenuti. Il fatto – di cui si è appreso solo ieri – risale in realtà al 5 luglio. Le indagini dei carabinieri della stazione di Lurate Caccivio, coordinate dal pubblico ministero Maria Vittoria Isella, hanno poi portato ieri mattina all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un italiano di un 39enne di Appiano Gentile.
Di fronte ai militari, l’indagato avrebbe negato ogni addebito, ma ci sarebbero più elementi a incastrarlo, a partire dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza del comune di Appiano Gentile (dove sarebbe avvenuto il pestaggio), alle dichiarazioni del titolare del bar dove i due avevano trascorso il pomeriggio, fino alla testimonianza di un carabiniere libero dal servizio che passando vicino al parcheggio del cimitero di Appiano avrebbe visto giovani con il volto insanguinato. L’amico – medicato al Sant’Anna – avrebbe riportato la frattura del setto nasale e altre lesioni per un totale di almeno quindici giorni di prognosi. Secondo quanto avrebbe raccontato, nel rincasare – accompagnato in auto dal sospettato – quest’ultimo avrebbe all’improvviso arrestato la marcia del veicolo, estraendo un’arma e colpendolo al volto a scopo di rapina.
La vittima avrebbe anche cercato di scappare, venendo inseguita e picchiata anche con un bastone, prima di venire rapinata del portafoglio con i soldi.
Le accuse nei confronti del 39enne di Appiano Gentile parlano di rapina, ma anche di lesioni.
Il pm ha chiesto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, motivandola con i fatti gravi compiuti da una persona «estremamente violenta». Una tesi che è stata accolta dal giudice delle indagini preliminari di Como.

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