Aggressione agli autisti Asf, braccio di ferro in aula

Autista bus tablet

Nuova udienza ieri mattina nel processo a carico dei quattro migranti accusati di aver picchiato due autisti della Asf mentre erano in sosta in piazza Vittoria.
Violenze che sarebbero nate dalla richiesta di mostrare i biglietti di viaggio. Vicenda che è finita nei giorni scorsi sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. In aula sono sfilati i testimoni della accusa – tra cui gli autisti che hanno raccontato quanto avvenne quel giorno riconoscendo gli aggressori – ma anche due testi della difesa portati dai due stranieri, che hanno sempre negato ogni coinvolgimento con quanto avvenuto e che non sarebbero mai stati ripresi dalle telecamere della zona. Uno di questi, un parroco di un Comune della sponda Est del lago, ha testimoniato che uno dei due stranieri (ospite presso le strutture della sua parrocchia) non usava mai l’autobus e che si muoveva sempre in bicicletta. L’autobus, tra l’altro, sarebbe stato diretto dalla parte opposta rispetto a dove il migrante viveva, ovvero a Tavernola, sponda Ovest del lago.
Una seconda testimone ha poi riferito di aver visto uno degli accusati alla stazione di Como San Giovanni alle 20.47 di quella sera e che questi gli disse che stava andando a fare la spesa per il Ramadan. Ricordiamo che l’aggressione sarebbe avvenuta in piazza Vittoria alle 20.25 di martedì 5 giugno. Anche questo secondo straniero non risulterebbe residente a Tavernola (dove era diretto il bus della linea 11) ma a Rebbio dai Comboniani. Gli autisti invece hanno confermato il loro racconto, girandosi poi verso gli imputati e indicandoli senza esitazioni come i responsabili dell’aggressione. L’udienza è stata poi rinviata a luglio per le discussioni.

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