Agrinatura, il bilancio è più che positivo. Sono cambiate le abitudini alimentari

Agrinatura 2020

Non si vedeva da un bel po’ la gente in coda all’ingresso di Lariofiere. Tutti ordinati, a distanza con la mascherina, pronti a farsi misurare la temperatura e quindi a entrare ad Agrinatura, nel rispetto delle regole. È stata un’edizione speciale e piena di speranza per il futuro di tutti gli eventi nel territorio quella chiusa domenica a Lariofiere di Erba. Il traguardo di 10mila visitatori in tre giorni ha segnato la ripartenza di Lariofiere: dopo 7 lunghi mesi.
«Un test molto importante, superato a pieni voti – ha commentato a Etv il presidente di Lariofiere, Fabio Dadati – Ha dimostrato che è possibile esporre e visitare le nostre fiere in piena sicurezza senza far perdere valore all’esperienza. Le nostre procedure funzionano e sono efficaci; la gestione diretta del bar e del ristorante ha migliorato in misura significativa la qualità della proposta per espositori e visitatori». Prossimi appuntamenti in programma a Lariofiere, la Mostra Artigianato e Meci dal 31 ottobre all’8 novembre.
Soddisfazione per la perfetta riuscita della rassegna è stata espressa oltre che da Lariofiere, dalla Coldiretti, che ha promosso una serie di eventi nel della fiera, all’incrocio dei padiglioni. Showcooking e laboratori, anche quelli riservati ai più piccoli, hanno fatto registrare il tutto esaurito. Come confermano anche i dati resi noti ad Agrinatura dalla Camera di Commercio, l’agricoltura si posiziona come uno dei settori “forti” dell’economia interprovinciale con 3.500 imprese. Agrinatura è stata anche l’occasione per verificare come siano cambiate le abitudini di spesa dei consumatori comaschi nell’era del Covid.
Uno studio della Coldiretti Como Lecco ha potuto verificare come oggi tutti sono più attenti alla spesa e “a non sprecare nulla”, mentre cresce la cultura del “chilometro zero” con un occhio all’etichetta che indica la provenienza dei cibi e delle materie prime.
Sono stati rivoluzionate le abitudini di spesa e consumo con una maggiore attenzione nelle scelte. Il consumo di generi alimentari ha comunque subito un calo del 10% nel 2020: l’effetto è dovuto al crollo del canale della ristorazione, che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica.
Il dato emerge da una analisi della Coldiretti lariana sulla base di dati Ismea.
Un comasco su due (54%) ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari adottando strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza.
L’attenzione alla sicurezza, evidenzia un ritorno del “fatto in casa” persino per la merenda scolastica di metà mattina per più di uno scolaro su tre (35%).
Nei mesi di lockdown anche lo smart working ha infine spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi direttamente a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi.

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