«Agriturismi e florovivaisti sono al collasso»

Fotunato Trezzi, presidente Coldiretti Como e Lecco

L’emergenza virus non risparmia in questi giorni l’agricoltura e, in particolare, alcuni settori come il florovivaismo. «La pandemia è piombata nel cuore di una stagione in cui le fioriture si susseguono continuamente, con un intervallo massimo di due settimane – dice Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco – una stagione in cui si concentra l’80% dei ricavi aziendali. Con la chiusura di garden e vivai, oltre alle limitazioni nei trasporti, siamo di fronte a una vera ecatombe: il comparto è in ginocchio».

Ma le difficoltà sono di molti altri àmbiti del settore primario, che non può nemmeno far arrivare dall’estero i molti lavoratori stagionali «di solito impiegati nelle nostre imprese». In una crisi gravissima è ad esempio precipitato il comparto agrituristico. «Tutto si è fermato alla vigilia di Pasqua – dice Trezzi – in un momento che, tradizionalmente, segna la ripartenza della stagione e un forte incremento dei flussi turistici». Prenotazioni azzerate e buio fitto.

Dentro la crisi, però, anche le imprese di Coldiretti stanno sperimentando forme di aiuto a chi è più in difficoltà, ad esempio con la consegna dei prodotti direttamente a casa. «Le nostre aziende agricole stanno facendo una lavoro encomiabile – sottolinea Trezzi – e sul nostro sito web (como-lecco.coldiretti.it) aggiorniamo di continuo l’elenco di chi offre questo servizio di grande valore sociale, soprattutto per gli anziani». Al di là di alcuni comparti come appunto il florovivaismo – che peraltro proprio nel Comasco ha uno dei suoi distretti più importanti – tra le imprese lasciate aperte in Italia circa il 50% lavora per garantire le forniture alimentari. In tempi di emergenza molti hanno riscoperto il gusto di «comprare italiano» e anche per questo è nata “l’alleanza salva spesa Made in Italy, «con agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale che si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari e a combattere qualsiasi forma di speculazione».

Trezzi, che è anche un allevatore, spiega infine la situazione relativa al comparto caseario. «Pochi giorni fa – dice – si è riunito il tavolo regionale del latte. Una riunione importante per bloccare sul nascere ogni tentativo di speculazione, sia sul prezzo sia sulle quantità di prodotto. All’inizio dell’emergenza abbiamo subìto un atteggiamento denigratorio da parte degli altri Stati europei e aziende senza scrupoli pretendevano un ribasso unilaterale del prezzo del latte parlando di una crescente difficoltà a collocare i prodotti. Una cosa assolutamente falsa, perché in queste settimane il consumo di latte al dettaglio è invece aumentato del 20%».

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