Al palo Villa Olmo, Patria e Politeama. Cultura, tre sfide ancora irrisolte per la città

Piroscafo Patria

Tre sfide ma anche tre incompiute pressoché eterne, tre nodi che arrivano al pettine, ancor più complicati dalla pandemia: Villa Olmo, il piroscafo Patria e l’ex cineteatro Politeama.
La storica dimora neoclassica in via Cantoni a Como è in cerca d’autore con una fondazione pubblico-privata che ne dovrebbe gestire il compendio, e si è parlato di affidare allo stesso soggetto anche i musei civici.
Ma se era tutto ancora in alto mare prima della pandemia, ora la navigazione è a vista, incerta e lenta. A inizio anno infatti si era ancora in attesa delle deliberazioni degli enti pubblici privati chiamati a far parte della fondazione: dovevano precisare assenso e disponibilità economica. Ora si deve ripartire. Ma come? Per questo il Comune proprietario della struttura dal 1925 (centenario alle porte…) martedì prossimo ha indetto un summit proprio a Villa Olmo, condotto dall’assessore al Commercio Marco Butti che ha dal sindaco la delega a gestire l’iter per la fondazione di Villa Olmo stessa.
«Avremo quattro tavoli operativi di consultazione – anticipa – con una decina di soggetti ciascuno tra operatori della cultura e della filiera dell’accoglienza come albergatori e tassisti e altre associazioni di categoria, dal Museo della Seta all’Ordine degli Architetti. Lo scopo? Chiedere a questi soggetti qualificati, con il necessario distanziamento sociale, quale pensano sia la strada su cui orientare la nascente fondazione. Si parla di ripartenza a gran voce ma non nascondiamoci di fronte a facili illusioni: non sappiamo come andrà. Gli alberghi sono vuoti, gli americani restano dove sono e se il contagio negli Usa non accennerà a diminuire le prospettive non sono certo buone per il nostro turismo. Per fortuna la villa di via Cantoni è un valore consolidato, ma occorre domandarsi dove andremo e come arrivarci».
«La mostra di arte tessile internazionale “Miniartextil” ad esempio in dicembre darà un forte segnale a Villa Olmo proponendo al suo interno una mostra – aggiunge Butti – e a fine anno ripartirà il progetto per le serre, ma rispetto allo scenario con cui è nata la fondazione ed è stato erogato il bando Cariplo per Villa Olmo le cose sono cambiate e con esse forse lo stesso spirito della vacanza sul lago e le prospettive incerte richiedono di non sprecare alcuna occasione di confronto con chi è impegnato sul campo e può darci importanti indicatori di percorso strategici».
Con Butti a Villa Olmo ci sarà anche l’assessore al Turismo e alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Carola Gentilini,
Altro fronte aperto e difficile come detto è il Patria. Sulla vicenda del piroscafo storico emblema della Navigazione lariana nato nel 1926 e da anni ormeggiato davanti a Villa Olmo si era aperto uno spiraglio di speranza lo scorso novembre, con la tanto attesa autorizzazione dalla Soprintendenza all’«uso individuale del bene». L’atto autorizzava la Provincia di Como, ente proprietario, a concederne l’uso alla Como Lake Steamship Company Snc, società vincitrice del bando per la sua gestione. Ma poi è arrivato il Covid-19. Si deve arrivare al progetto esecutivo per trasformare il Patria in albergo galleggiante per ricchi turisti (ma gli americani e i cinesi sono fermi in casa loro…) e intanto il natante è al palo a Villa Olmo, preda a ogni acquazzone (e qui piove spesso) di ruggine e guano dei volatili, agenti nocivi che ne hanno compromesso quasi del tutto la copertura in tek e fatto crescere piante sullo scafo. Per la Como Lake Steamship Company uno dei due titolari, Enrico Guggiari, ieri ha incontrato l’amministrazione provinciale che non ha soldi per la manutenzione, allo scopo anche di ottenere una proroga alla lettera d’intenti sottoscritta a gennaio e domani, venerdì, avrà un incontro con il direttore della Navigazione Lago di Como per capire se potrà contare su pontili per attracchi e bacini di carenaggio per le riparazioni necessarie con la dovuta scadenza. «Il piroscafo è deperito e abbandonato, siamo disposti a impegnarci – dice Guggiari – ma prima di firmare contratti vogliamo chiarirci le idee con i partner»,
E oltre alla burocrazia servono circa 3 milioni di euro per realizzare sul Patria, restaurato per iniziativa della Famiglia Comasca con una significativa raccolta di firme, otto camere doppie, zona di intrattenimento e bar ristorante. In tutto circa un anno di lavoro tra progetto esecutivo (serve l’ok definitivo delle Belle Arti), assunzione e formazione dell’equipaggio (circa sei addetti fra tecnici e ristorazione) e un nuovo certificato “Rina” (senza il quale il Patria è solo un bel guscio che va trainato).
Ennesima spinosa questione aperta è poi il futuro dell’ex cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi a Como, fermo dal 2005 e comunale per l’82%, da tempo sul mercato ma senza acquirenti e con valore immobiliare in sensibile calo causa degrado. A fine mese si terrà l’assemblea dei soci della Società Politeama, formale proprietaria dell’edificio inaugurato nel 1910.
«Conto su riscontri positivi per le iniziative in cantiere volte a ottenere introiti con la pubblicità sulle facciate, ma le infiltrazioni di umidità deteriorano la struttura in modo esponenziale ogni giorno di più», dice il liquidatore Francesco Nessi, sul cui mandato in scadenza l’assemblea sarà chiamata a pronunciarsi.
Lorenzo Morandotti

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