Al “Verdi” laboratorio operistico permanente per aprire all’Asia

La “due giorni” pucciniana del Conservatorio
Un «laboratorio permanente sull’opera lirica», per orientare sempre più l’offerta formativa del principale centro didattico musicale del Lario, il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, a quell’eccellenza vocale che ci ha resi celebri nel mondo con opere immortali.
È l’obiettivo del maestro Bruno Dal Bon, docente di direzione orchestrale nell’istituto di via Cadorna 4. Che in attesa di volare a Parigi per presentare all’amico filosofo Michel Onfray il programma 2011-2012 della sua

“Università popolare di Musica” lariana, ieri mattina ha presentato l’imminente e intensa “due giorni” del Laboratorio Gianni Schicchi dedicata all’omonima opera buffa pucciniana, insieme con il presidente Stefano Rudilosso e il baritono Domenico Colaianni, docente al Conservatorio di Bari recentemente applaudito a Como nel Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota.
La maratona pucciniana, a ideale conclusione di un trittico di laboratori partito con una serie di esercitazioni su arie celebri e poi focalizzatosi su Carmen l’anno scorso, terrà banco lunedì e martedì prossimi alle 20.30 al Sociale di piazza Verdi con gli allievi del Verdi impegnati nell’Orchestra ufficiale del Conservatorio, coinvolta praticamente al completo con oltre 50 elementi, più una selezione dei migliori cantanti lirici dell’istituto.
Per Dal Bon è anche l’occasione per dare una sferzata alla città, perché sappia conquistare il pubblico giovane anche fuori dagli schemi delle occasioni di vetrina. Per il maestro infatti è proprio questo il fine di un istituto di alta formazione musicale: lavorare tutti insieme con l’obiettivo dell’eccellenza: «Dobbiamo sentire l’impegno di suonare e cantare come una necessità, per fare tutto al meglio delle nostre forze».
Il laboratorio ha impegnato a lungo gli allievi del Conservatorio, che ha un 10% di iscritti stranieri. E alle porte delle lezioni di canto bussano sempre più interpreti con gli occhi a mandorla: «Alle selezioni per l’anno accademico si sono presentati 30 giovani asiatici da Paesi come Cina e Corea, ne abbiamo dichiarati idonei una decina», ricorda Dal Bon. Che nel gruppo del laboratorio dedicato a Gianni Schicchi ospiterà al Sociale quattro cantanti dell’Estremo Oriente: Ju Seonjung, Jibaco Hyun, Yeonsil Chung e Cho Kyusang.
«Sono sempre più gli artisti che scelgono di venire a studiare canto lirico a Como, giunti apposta sul Lario con questo preciso obiettivo, è un valore su cui puntare», sottolinea ancora Bruno Dal Bon.
Lunedì andrà in scena il primo atto del laboratorio, dedicato alle problematiche dell’orchestrazione di una partitura operistica. «Sono rare le occasioni in cui il pubblico può attivamente approfondire questi ascolti, di solito la messinscena di un’opera mette in primo piano le vocalità», sottolinea Dal Bon. Martedì invece ci si soffermerà sulla dimensione drammaturgica, per sottolineare il doppio ruolo della parola come strumento narrativo e musicale. Ingresso gratuito.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Il baritono Domenico Colaianni, il presidente del Conservatorio Stefano Rudilosso e il direttore d’orchestra e docente Bruno Dal Bon ieri al “Verdi”

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