Albergatori in ansia per i cantieri di Argegno e Carate Urio. Imminente l’avvio della stagione turistica
Cronaca, Territorio

Albergatori in ansia per i cantieri di Argegno e Carate Urio. Imminente l’avvio della stagione turistica

Un suggestivo scorcio del lago di Como Un suggestivo scorcio del lago di Como

«Il problema non è più la frana di Argegno, ma come risolvere questo intoppo. Si sono sprecate fin troppe parole. Per chi lavora in questa fantastica zona è sempre più difficile dover convivere con simili disagi». Le parole son di Whieldon Ross Stacey , albergatore di Griante che ha fatto del lago la sua casa e il suo splendido luogo di lavoro. «Purtroppo il traffico è già di per sè difficoltoso lungo la Regina se in più si aggiunge il tappo di Argegno e anche un nuovo cantiere a Carate, allora diventa sempre più arduo per noi e per i turisti arrivare a destinazione. Personalmente, visti i disagi continui sulla Regina, abbiamo studiato alternative per i nostri clienti», dice Whieldon Ross Stacey che racconta di come «abbiamo, ad esempio, studiato degli orari di partenza sfalsati per i bus turistici con i comuni di Griante e Tremezzina per evitare una congestione di mezzi pesanti sulla Regina. Oppure dei percorsi alternativi via Lugano. Chi lavora nel turismo, chi da ospitalità deve studiare ogni evenienza soprattutto se si opera in un territorio tanto bello quanto problematico sul fronte stradale», chiude l’albergatore di Griante. Preoccupato per il protrarsi delle operazioni ad Argegno anche Flavio Tagliasacchi, figura di spicco del turismo lariano con base a Menaggio. «Ormai non si riesce a capire se siamo di fronte a incuria o mancanza di volontà. Impossibile tener in ballo un cantiere quasi per otto mesi – dice Tagliasacchi – I turisti e chi vive sul lago non deve essere penalizzati». L’ultima voce è del vicepresidente dell’associazione turistica tremezzina, Davide Bordoli. «Davanti a un simile scandalo è ora di fare qualcosa. Comuni e istituzioni devono pensare alle conseguenze per noi di queste situazioni. Imprenditori, associazioni e cittadini devono fare fronte comune e chiedere interventi tempestivi», dice Bordoli.

28 aprile 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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