Albergatori infuriati per il ritardo dei lavori sul cantiere del lungolago

Il caso – Il rischio è che tutto rimanga fermo fino al nuovo anno
Timori per le ultime richieste dell’impresa appaltatrice
Roberto Cassani: «Siamo senza parole». Jean-Marc Droulers: «Assolutamente desolante. Nessuno ha la capacità di decidere».
Le parole di due pesi massimi del turismo comasco – il presidente degli albergatori di Como (Cassani) e l’amministratore delegato di Villa d’Este (Droulers) – sono una fotografia nitida di ciò che pensa il settore sul cantiere infinito delle paratie.
Ieri, l’ultima doccia gelata. La Sacaim, azienda veneta che sta eseguendo i lavori e che si trova in amministrazione

straordinaria per evitare il fallimento, ha presentato una serie di obiezioni sulla variante del progetto da 1,9 milioni di euro recentemente approvata dal Comune.
Quaranta pagine nelle quali l’impresa chiederebbe anche più soldi a Palazzo Cernezzi.
I rapporti tra le parti si fanno ovviamente più tesi, si rischia persino un contenzioso. E pure se Sacaim e Comune non rompessero del tutto, l’ipotesi (o la speranza) che i lavori riprendano a novembre sembra ormai utopia. Non se ne parlerà prima del 2012, a dispetto dei proclami e delle promesse.
«Che dobbiamo dire? – risponde Cassani, titolare del Metropole Suisse e presidente degli albergatori di Como – Ormai ho finito le parole. È una storia infinita, e tale resta». Cassani, peraltro, è tra gli albergatori che più pagano – in termini economici – i disagi del cantiere: il suo albergo si affaccia sul lungolago. «Guardi – risponde l’imprenditore – io ero sicuro che i lavori non sarebbero ripartiti a novembre. E ho il timore che non ripartano neppure a inizio 2012. La situazione di Sacaim non è delle migliori, e forse bisognerà interpellare aziende del nostro territorio per risolvere il problema».
Sul fronte politico, il mandato di Bruni scadrà a primavera, perciò Cassani è sicuro che «ormai sarà una faccenda di cui dovrà occuparsi il futuro sindaco. Noi, operatori del settore turistico, ormai non sappiamo più cosa dire. Almeno d’estate c’era il lungolago di Zambrotta, soluzione provvisoria, che poteva piacere o no. Ma, almeno, si vedeva il lago e la passeggiata di sera era illuminata. Ora torniamo al cantiere sul lungolago, e quel che più irrita è che non si vede nessuno al lavoro: un mio cliente, che ha pernottato 3 mesi fa, torna ora e vede l’identica situazione. Che figura facciamo?».
Cassani, dopo aver riconosciuto che «non tutte le colpe sono di questa amministrazione», ricorda di essere sempre stato «contrario alle paratie». Favorevole a una riqualificazione del lungolago ma «contrario alle paratie», perché «sapevo cosa sarebbe successo». Ora si trova con un cantiere davanti alle camere vista lago, con «tempi ancora tutt’altro che certi e una lunga serie di problemi, uno dei quali sfiora anche l’igiene pubblica: le fogne straripano ogni volta che piove. E non è acqua».
All’appello di un disarmato Cassani, si aggiungono le sferzate di Jean- Marc Droulers, presidente di Villa Erba spa. «È una situazione desolante – dice il manager – i turisti giungono sul lago e devono assistere a queste inefficienze, che portano a deturpare il nostro paesaggio. Bisogna assolutamente trovare un rimedio a questo problema, ma ovviamente nessuno sa come fare. E i tempi non sono certi, ma senza dubbio saranno lunghi. Nessuno ha la capacità di decidere, nessuno ha la capacità finanziaria di terminare l’opera. Al punto che – continua Jean Marc Droulers – al momento non vedo alcuna possibilità di soluzione a breve termine: ci vorranno altri due, tre anni. Ognuno, pare, avrà le proprie ragioni per ritardare un’opera indispensabile, ma che è stata studiata non correttamente ed eseguita peggio».

Andrea Bambace

Nella foto:
Tra i molti guai che hanno costellato il cantiere del lungolago anche il cedimento della scalinata, problema che andrà risolto con un intervento strutturale

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