Al via il processo d'Appello alla 'ndrangheta comasca: sentenza entro febbraio

diaPrima udienza questa mattina nell’aula bunker di piazza Filangeri a Milano. Sono 107 gli imputati in aula, 15 i lariani
Si è aperto oggi nell’aula bunker di piazza Filangeri a Milano, il processo d’Appello alla ’ndrangheta in Lombardia. Sono 107 gli imputati che hanno presentato ricorso dopo le condanne di primo grado lette dal giudice Roberto Arnaldi – lo scorso 19 novembre 2011- che certificarono la tesi più volte ribadita dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo ambrosiano. Ovvero che nella nostra regione la presenza della malavita organizzata di stampo calabrese è tutt’altro che occasionale bensì organizzata e strutturata con locali sparse ovunque.
Quelle stesse locali che, come detto, hanno finito con l’essere sgominate dall’indagine “Infinito” da cui è nato il giudizio Abbreviato che ha portato alle condanne. Tra le “locali” attive il Lombardia anche tre insediate sul suolo lariano, ovvero a Canzo, Erba e Mariano Comense (sono 15 in tutto i comaschi condannati). Oggi, come detto, c’è stata la prima udienza del processo di fronte alla corte d’Appello di Milano. C’è stato giusto il tempo per la costituzione delle parti, e l’udienza è stata poi rinviata al 26 novembre. Fittissimo il calendario già fissato, che dovrebbe portare alla sentenza di secondo grado intorno alla fine di febbraio. Sulla vicenda, occorre però ricordare, pende un ricorso alla Cassazione presentato da alcuni avvocati dei condannati in primo grado: i legali chiedono la nullità della sentenza in quanto depositata in due tempi (e senza notificare alle parti l’ultimazione dell’atto) in seguito ad un errore dovuto ad una stampante difettosa. Se la Suprema Corte dovesse dare ragione agli avvocati degli imputati, il processo alla ’ndrangheta lombarda rischierebbe di dove ripartire da capo.

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