«Alberto Cova, il “ragioniere” dal grande cuore» La biografia del campione d’atletica comasco

Alberto Cova

«Il suo soprannome era “ragioniere”, ma in questo libro ha soprattutto dimostrato di avere un grande cuore». Con questo parole Dario Ricci descrive la sua ultima opera: il giornalista ha infatti pubblicato con Alberto Cova il libro “Con la testa e con il cuore” (edito da Sperling & Kupfer), la biografia del campione comasco di atletica leggera. «L’unico mezzofondista italiano a cui è riuscita la tripletta d’oro Campionati Europei, Mondiali e Olimpiadi», sottolinea ancora Ricci.
Una storia che parte dalla Brianza comasca, da Inverigo, dove l 1° dicembre del 1958 Cova è nato. In casa, perché una forte nevicata aveva impedito il trasferimento verso l’ospedale più vicino.
Una famiglia, quella di Alberto, che gli ha dato fin da subito una serie di principi imperniati su «disciplina e rigore» che lo avrebbero accompagnato nella sua carriera agonistica e nella vita.
Il racconto si sofferma poi sugli esordi nell’atletica, con la corsa campestre di Intimiano, le esperienze con l’Atletica Mariano Comense e la grande emozione per avere indossato la casacca della Nazionale. «Come ci si sente con la maglia azzurra? È una cosa bellissima, sai che non corri solo per te stesso ma che rappresenti qualcosa, sei più motivato a esprimerti al meglio per non far fare brutta figura alla tua nazione e ai tuoi compagni di squadra» racconta Cova nel libro “Con la testa e con il cuore”.
Tra le curiosità rivelate, le prime sfide, fin da giovane, con Gelindo Bordin, il maratoneta che avrebbe vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seul del 1988 nella gara sui 42 chilometri. «Avevamo un feroce agonismo e rispetto reciproco» racconta il campione comasco.
Dagli allenamenti a Mariano Comense a quelli a Milano dopo il trasferimento alla società Pro Patria e l’inizio del rapporto con il tecnico Giorgio Rondelli. Il libro narra passo per passo la crescita di Alberto Cova, il suo modo di ragionare fino a giungere all’apice della sua carriera, con il racconto del magnifico tris di successi nella prova dei 10mila metri, con il “dietro le quinte”, aneddoti, il cammino verso ogni singola manifestazione: Europei di Atene (6 settembre 1982), Mondiali di Helsinki (9 agosto 1983) e l’apoteosi alle Olimpiadi disputate a Los Angeles (6 agosto 1984).
Vittorie e soddisfazioni. Ma Alberto Cova nel libro scritto con Dario Ricci non nasconde anche il suo declino, le delusioni, la scelta di smettere, maturata nell’estate del 1990 dopo l’ennesima amarezza in una gara a Bratislava, conclusa con un ritiro, alla vigilia degli Europei di Spalato, a cui decise di non partecipare; negli anni immediatamente precedenti i bocconi amari di Mondiali e Olimpiadi di Seul vissuti dalla tribuna a e non in pista.
La chiusura del libro è il racconto dell’esperienza politica alla Camera dei Deputati, dove Alberto Cova fu eletto alla metà degli anni ’90 con Forza Italia e della sua nuova passione, quella dei giorni nostri, la partecipazione alle più importanti maratone in tutto il mondo.

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