Albo degli artigiani in Svizzera, ultimo atto. Il Tribunale federale sancisce l’illegittimità della Lia
Canton Ticino, Economia, Territorio

Albo degli artigiani in Svizzera, ultimo atto. Il Tribunale federale sancisce l’illegittimità della Lia

Il Tribunale federale di Losanna ha respinto i ricorsi contro le sentenze dei giudici amministrativi ticinesi relative alla Legge sull’albo degli artigiani (Lia). Diventano quindi definitivi i pronunciamenti che dichiarano lo stesso albo illegittimo e contrario al diritto federale.
Voluto dal Parlamento ticinese per porre un freno alla concorrenza delle imprese provenienti dalle province italiane di confine, l’albo non è mai di fatto decollato. Ed è sempre stato oggetto di polemica soprattutto da parte delle piccole aziende del Ticino e dei cantoni della Svizzera Interna. I ricorsi al Tribunale amministrativo contro la Lia sono arrivati infatti da un gruppo di artigiani ticinesi che avevano dato vita al comitato “No Lia – basta burocrazia”.
Dal punto di vista giuridico il capitolo Lia sembra quindi essere chiuso. Sembra, perché in realtà la politica ticinese non ha ancora deciso che fare.
Ormai da mesi il governo di Bellinzona ha chiesto al Parlamento cantonale di abrogare la legge, proprio alla luce delle sentenze – ora definitive – del Tribunale amministrativo sulla incompatibilità della normativa con il diritto federale (e in particolare con la legge federale sul mercato interno). Il Gran Consiglio, però, appare diviso.
Una commissione ha lavorato per mesi sulla questione e non è riuscita a trovare una posizione unitaria. Così il prossimo 5 novembre in Parlamento si discuteranno due diversi rapporti: uno di maggioranza che propone l’abrogazione della Lia e l’avvio di un’iniziativa parlamentare per una nuova legge e uno di minoranza (sostenuto soprattutto dai popolari democratici e dai socialisti) che suggerisce invece soltanto di emendare la Lia.

28 ottobre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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