Alessandra Bonduri in pole per l’assessorato. Alla Corengia però la delega ai servizi sociali

Palazzo Cernezzi

Domani o al più tardi entro venerdì dovrebbe arrivare la conferma ufficiale del nome di Alessandra Bonduri quale nuovo assessore della giunta Landriscina. Nome che andrebbe così ad occupare la casella lasciata vuota dalla neo ministra alle Disabilità e alla Famiglia Alessandra Locatelli. Anche se l’indicazione della consigliera leghista, data ormai quasi per certo, dovrebbe portare con sé anche un mini rimpasto nella mappa delle deleghe. Alla Bonduri infatti non andrebbe la cura del settore Servizi sociali, decoro sociale e sostegno alla famiglia, cavalli di battaglia della gestione di ferro di Alessandra Locatelli, ma tutte le altre competenze. Ovvero politiche abitative, solidarietà, piani di zona, lavoro, impresa sociale, reti sociali.
Per delineare con precisione il quadro, anche questa mattina a Palazzo Cernezzi si è tenuto un vertice. Seduti intorno a una tavolo c’erano il sindaco Mario Landriscina, l’assessore alla sicurezza Elena Negretti, il neo vicesindaco Adriano Caldara, il neo ministro Alessandra Locatelli e il segretario cittadino della Lega Daniele Peduzzi. Massimo riserbo sul contenuto dell’incontro anche se dalle indiscrezioni sarebbe confermato il nome. Il sindaco ha solo voluto sottolineare come, chiusi alcuni incontri già programmati, nelle prossime ore si dedicherà esclusivamente a comporre il nuovo assetto della giunta.
Va anche sottolineato come, sempre in base a voci di corridoio, la delicata materia dei Servizi sociali (compresi i temi decoro sociale e politiche famiglia), potrebbe andare all’assessore alle Politiche educative Angela Corengia. «Sono a disposizione del mio partito, saranno loro a fare le valutazioni più giuste. Certo, mi farebbe piacere e sarebbe un grande onore», ha ribadito nelle ultime ore Alessandra Bonduri. A Palazzo Cernezzi, se così fosse, dovrebbe entrare il primo dei non eletti alle amministrative del 2017, ovvero Pierangela Torresani con 39 preferenze, seguita in graduatoria da William Cavadini con 27 voti.
L’entrata in consiglio di Torresani però stopperebbe l’ingresso di Cavadini, militante attivissimo che la Lega vorrebbe invece in qualche modo premiare. Per questo motivo il leghista Claudio Borghi Aquilini, attualmente presidente della quinta Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, potrebbe lasciare il consiglio comunale comasco per dedicarsi agli impegni romani. In questo modo il suo posto potrebbe essere preso proprio da Cavadini.

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