Allarme scuola: «Mancano docenti e personale per ripartire in sicurezza»

'Dove non è possibile rispettarlo strumento è mascherina'

Per garantire il distanziamento, la turnazione e il rispetto delle norme di sicurezza sarà necessario disporre di maggiori risorse, inteso innanzitutto come personale docente e amministrativo. «Ma a tutt’oggi l’organico è insufficiente – spiega Gerardo Salvo della Uil Scuola – In molti casi mancano anche gli spazi, bisognerà fare più turni e inevitabilmente ci vorrà più personale che ora manca. Basti dire che la dotazione di Ata (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) prevista per quest’anno dal ministero è identica a quella dello scorso anno con 11mila unità in Italia. Ma la situazione è ben diversa. Inoltre da mesi si doveva lavorare per potenziare le dotazioni tecnologiche ma no si è fatto».
Una realtà dunque caratterizzata da «troppe incertezze e perdite di tempo. Fondamentale sarebbe stato un tavolo di coordinamento tra i vari soggetti da creare subito», chiude Gerardo Salvo.
Sul tema interviene anche Anci Lombardia che si è rivolta al ministro dell’Istruzione, al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale e all’assessore all’Istruzione di Regione Lombardia, per segnalare la necessità di chiarezza nei criteri di richiesta e assegnazione dei posti di docenti e personale Ata spettanti alla Lombardia e per esprimere la preoccupazione degli amministratori locali di fronte a una ripresa delle attività didattiche che si presenta con molte incognite, alla luce delle migliaia di posti vacanti esistenti e della complessità delle operazioni di nomina del personale. «L’interlocuzione tra scuole e Comuni che sta avvenendo nei territori della nostra regione ci pone degli interrogativi che vorremmo condividere con il ministero per cercare di dare alle scuole tutto il supporto possibile e, insieme, compatibile con le pressanti difficoltà legate ai bilanci dei Comuni», ha dichiarato il presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra.
L’associazione dei Comuni lombardi teme infatti che le amministrazioni locali saranno costrette a cercare fondi e a trovare modalità di attuazione delle politiche di sostegno alle scuole, considerando l’alto livello di qualità e quantità dei servizi scolastici offerti, dal pre e post scuola alle mense, dai trasporti all’assistenza agli alunni con disabilità.

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