Almeno 600 le cattedre ancora scoperte. Rientro a scuola con il brivido nel Comasco

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Insegnanti cercansi: in provincia di Como ci sono 600 posti scoperti. La crisi c’è, in particolare nel mondo del sostegno (di ogni ordine e grado) e nella scuola primaria.
I dati lariani arrivano nel giorno in cui il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, lancia l’allarme parlando di 13mila cattedre scoperte in regione.
«Definire il numero preciso è un problema perché sono in corso le operazioni di assegnazione degli incarichi e le nomine – conferma Albino Gentile, segretario generale della Cisl Scuola dei Laghi – ma per dare un ordine di grandezza possiamo dire che ci sono 300 posti scoperti sul sostegno e altrettanti nella primaria». Per il sostegno, il sindacalista spiega che il problema è a monte.
«Lo scorso anno per il percorso di specializzazione in questo ambito la Lombardia ha attivato soltanto 220 posti su tre università; in Veneto, per fare un esempio, erano 850». Ottenere la specializzazione è un iter lungo e complesso. Chi frequenta la facoltà universitaria di Scienze della Formazione e sostiene esami specifici esce già abilitato, ma soltanto per il sostegno nella scuola elementare. Un dato che fa riflettere e che fa sorgere spontanee due domande: chi ricoprirà questi ruoli e, nello specifico, chi si troverà a gestire gli alunni che necessitano del sostegno?
«Nella migliore delle ipotesi – chiarisce Gentile – chiameranno personale abilitato all’insegnamento ma non specializzato nel sostegno; nella peggiore, verrà reclutato personale che ha un titolo idoneo per stare dietro a una cattedra ma non è neppure abilitato all’insegnamento. Chi lavora sul sostegno è un docente titolato, abilitato e specializzato. Il problema – conclude – è proprio che non ci sono abbastanza specializzati».
Sul Lario, come detto, sarebbero circa 300 i posti scoperti anche nella primaria secondo le stime della Cisl dei Laghi. Con ogni probabilità i presidi si vedranno costretti ad attingere non solo tra i docenti di terza fascia, ossia non ancora abilitati all’insegnamento, ma addirittura tra le candidature spontanee (tecnicamente le Mad – Messa a Disposizione) che consentono di accedere a ruoli di supplenza tra chi semplicemente ha un titolo di studio idoneo.
Per quanto riguarda i presidi, dopo le assegnazioni restano sei sedi vacanti in provincia di Como che saranno gestite con le reggenze, ovvero con un dirigente scolastico che si occuperà di più di un istituto.
Insomma, l’anno scolastico non è ancora iniziato ma se questi sono i dati di partenza si avvia già all’insegna dell’emergenza.

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