Altro che rotolo di Qumran: per la Procura ha al massimo 100 anni

Intrigo internazionale – Questa è la tesi dei consulenti nominati dal pubblico ministero. La pergamena era nascosta sull’auto di un romeno 50enne
Il documento sequestrato a Brogeda in giugno non risalirebbe all’epoca di Cristo, bensì all’inizio del secolo scorso
Il pool di esperti nominato dalla procura di Como, che nelle scorse ore ha depositato la consulenza nell’ufficio del pubblico ministero Simona De Salvo, non ha dubbi: quella pergamena è databile al massimo dai 50 ai 100 anni. Dunque, non è affatto una pagina mancante dei rotoli di Qumran e non ha un valore di 45 milioni di euro. Importante svolta nella vicenda del documento – all’apparenza databile a oltre 2000 anni fa – sequestrato a inizio giugno a un cittadino romeno 50enne in transito da
Brogeda.
Il manoscritto era occultato in una Volkswagen Sharan, dentro un cofanetto di legno che conteneva una custodia per rullini fotografici. E dalla custodia i finanzieri rinvenirono una piccola pergamena larga meno di 4 centimetri e lunga 60.
L’uomo d’affari romeno portava con sé anche un certificato del Museo Nazionale di Storia della Transilvania, che valutava il manoscritto dai 38 ai 45 milioni di euro (in quanto presunto foglio mancante di uno dei manoscritti di Qumran), e un certificato dell’Istituto di Fisica e Ingegneria nucleare Horia Hulubei di Bucarest che, in seguito al test del carbonio 14 per la datazione radiometrica, stimava che il documento avesse almeno 1.985 anni.
Bene, per gli esperti consulenti della procura di Como, niente di più falso. Perché quel rotolo sarebbe effettivamente un testo religioso ebraico, nonché una copia dei manoscritti rinvenuti a Qumran, ma non sarebbe affatto databile quasi duemila anni, bensì al massimo cento. Nell’immediatezza del sequestro, lo scorso giugno, si scatenò un vero e proprio intrigo internazionale con in prima fila più pretendenti al presunto documento di valore inestimabile. Nell’ordine la Romania (che ritenne il rotolo essere appartenente al patrimonio nazionale del Paese, visto che era nelle mani di un cittadino romeno), l’Italia (il sequestro avvenne a Brogeda in direzione Svizzera), la Comunità ebraica di Gerusalemme, il cittadino romeno che la trasportava e anche il probabile acquirente che attendeva l’arrivo della pergamena Oltreconfine.
Il 50enne spiegò di avere il rotolo da oltre 35 anni, donato da suo nonno che l’aveva a sua volta ricevuto da un rabbino israeliano come ricompensa per aver salvato alcuni ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

Mauro Peverelli

Nella foto:
MAR MORTO. Per settimane si è creduto che la pergamena potesse appartenere ai rotoli di  Qumran, vale a dire la parte più importante dei famosi Manoscritti del Mar Morto. Composti da circa 900 scritti, compresi testi della Bibbia ebraica, furono scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte sulla riva nord – occidentale del Mar Morto. I documenti sono di grande significato religioso e storico

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.