Amarcord Comense, il trionfo europeo a Cucciago 25 anni fa

Comense 1994-1995

Venticinque anni esatti. È l’anniversario che si celebra oggi per uno tra i momenti più esaltanti dello sport comasco.
Il ricordo va al 23 marzo 1995. Il Pool Comense sale sul tetto d’Europa e alza la Coppa dei Campioni, la seconda della sua storia. Un successo straordinario e reso ancora più speciale perché da campione in carica, dopo l’affermazione del 1994 a Poznan, in Polonia.
La corazzata allenata sul campo da Aldo Corno si riconferma davanti al suo pubblico: per l’occasione la società nerostellata ha infatti organizzato le Final Four scegliendo il Pianella di Cucciago, tempio di Cantù, come sede ufficiale, più ampio rispetto al Palasampietro.
Una festa che aveva rischiato di essere rovinata in semifinale, visto che le nerostellate avevano faticato non poco per superare le francesi del Valenciennes con il punteggio di 70-66.
Un successo che ha però avuto il potere di ingigantire l’entusiasmo di tutto l’ambiente per la finalissima contro le eterne rivali del Godella Valencia, remake della gara vinta l’anno prima in Polonia.
Nel 1993, invece, proprio a Valencia, le nerostellate erano state battute dopo un supplementare, con l’americana Bridgette Gordon che all’ultimo secondo dei tempi regolamentari aveva clamorosamente sbagliato la conclusione che avrebbe potuto regalare il successo alla formazione lariana.
Un Pianella da “tutto esaurito” accoglie le due contendenti la sera di quel 23 marzo. Il team lariano scende in campo timonato in cabina di regia da Silvia Todeschini, affiancata dall’esperienza di Viviana Ballabio e Mara Fullin mentre sotto le plance si esaltano il talento dell’americana Bridgette Gordon, la classe di Catarina Pollini e la titanicità del centrone Razija Mujanovic. Proprio il colosso bosniaco si conferma vero perno della Comense segnando 23 punti. Dalla panchina, la guida affidata a coach Aldo Corno, allenatore di grande esperienza internazionale e regista dei successi di Vicenza, chiamato a ripetersi in nerostellato. Missione compiuta: la partita finisce 64-57 nel tripudio di un Pianella tutto nerostellato che ribolle quando il capitano Viviana Ballabio alza il trofeo e le giocatrici compiono il rituale giro di campo.
Un giorno memorabile, il suggello di un’annata straordinaria conclusa con il Grande Slam, visto che nel giro di pochi mesi la Comense conquisterà anche Coppa Italia e scudetto. Un “triplete” indimenticabile che avrebbe spianato la strada al successo intercontinentale nel Mundialito per club vinto dallo squadrone di Corno in Brasile.
Di fatto la finale del Pianella è ancora ricordata come l’apice di una storia inimitabile per la Comense dei canestri, una storia che si è conclusa bruscamente nell’estate del 2012, con la chiusura della squadra di basket: nel suo palmares 15 scudetti, 5 Coppe Italia, 6 Supercoppe Italiane 2 Coppe Campioni, un Mundialito per e 5 tricolori giovanili.
L’importante anniversario doveva essere suggellato proprio in queste ore con un incontro tra i protagonisti di quella grande impresa. Un evento saltato per l’emergenza Coronavirus, ma che sarà proposto non appena ci saranno le condizioni.

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