Astuti: «I numeri potranno cambiare da giovedì. Ma servono molti più tamponi per monitorare un territorio così vasto»

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Dati, grafici, curve, valori. E ogni giorno un’analisi diversa, un’analisi che segue l’andamento delle cifre ufficiali.
Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico e docente di Innovazione digitale alla Liuc di Castellanza, pubblica da due settimane ogni numero possibile sull’emergenza Coronavirus in Lombardia.
Il suo lavoro, condotto con il collega della Liuc Giacomo Buonanno, costituisce un punto di riferimento in più per capire che cosa stia succedendo e perché proprio in Lombardia il Covid-19 sia esploso con una virulenza sconosciuta altrove.
Anche ieri, poco prima delle 18, Astuti ha messo online i nuovi dati sul suo sito Internet (samueleastuti.it), corredandoli di alcune riflessioni. «Lo faccio perché credo che sia importante conoscere bene i dati, anche per comprendere le scelte che vengono poi prese – dice Astuti al Corriere di Como – Per adesso, fermo restando la parzialità dei numeri, siamo ancora in una fase di grossa crescita, è questo è spiegabile per due motivi. Il primo, perché soltanto verso il 14.mo giorno di misure rigide potremo cominciare a notare un andamento diverso; il secondo, perché gli esiti dei tamponi giungono con un ritardo di almeno 4-5 giorni».
Queste due considerazioni, se collegate, fanno supporre che soltanto a partire da giovedì o venerdì prossimi potremo sperare di avere qualche dato meno negativo. Intanto, alcune considerazioni più di carattere generale possono essere fatte.
Innanzitutto, continua a crescere «il rapporto tra deceduti e casi positivi: si supera il 12%, un valore – scrive Astuti – che non trova riscontro negli altri contesti». Il numero dei tamponi effettuati negli ultimi giorni è poi «quasi il doppio di quelli effettuati nei giorni precedenti. Ne servono ancora di più – commenta il consigliere regionale del Pd – ma questo è un elemento utile perché amplia lo spettro della nostra osservazione. Siamo tuttavia ancora lontani dalle effettive necessità di monitoraggio della situazione su un territorio così popoloso come quello della Regione Lombardia. Penso che la stessa attenzione che viene posta sul potenziamento dei reparti di terapia intensiva debba essere posta sulla capacità produttiva dei laboratori che analizzano i tamponi. Abbiamo anche bisogno di intensificare i tamponi a tutti gli operatori sanitari, ospedalieri e di territorio, e a tutti coloro che per garantirci la sopravvivenza continuano a lavorare». Il report quotidiano di Astuti analizza pure le cifre dei contagi provincia per provincia. «I dati restano preoccupanti – scrive il ricercatore Dem – Bergamo e Cremona tornano a crescere e Milano rischia di diventare presto l’area con il più alto numero di positivi».

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