Anche la politica locale si interroga sulla tragedia

Mahmoudi si era costituito ai carabinieri ammettendo omicidio

Il consiglio comunale di Como ieri si è fermato in segno di rispetto per don Roberto. E anche per invitare tutti a una pausa di riflessione. Ma se l’assemblea cittadina ha deciso di spegnere le luci per qualche ora, i politici, sebbene tutti scossi dalla tragedia, affrontano il delicato dibattito che ruota sui temi dell’accoglienza, dell’inclusione e del dovuto rispetto delle leggi, dividendosi. E subito c’è chi invoca una presenza maggiore dello Stato. «La tragedia è immane e non ci sono parole. Quello che invece si può dire è che è necessario applicare le leggi – afferma il consigliere di Fratelli d’Italia, Sergio De Santis – Gli irregolari non devono rimanere sul territorio. Lo sforzo maggiore deve essere quello di far rispettare le disposizioni in vigore. A partire dal nuovo regolamento di polizia locale che prevede i Daspo. Detto ciò, è ovvio che si debba aiutare chi è in difficoltà, prevedendo ad esempio un dormitorio anche diurno, sempre aperto, che permetta a chi vive per strada di avere un porto sicuro». Ma il consigliere è anche categorico sulla necessità di dare un messaggio dopo una simile tragedia. «Forse già da martedì o in questi giorni sarebbe un segnale se le autorità mettessero in essere un’azione di alleggerimento, intervenendo per portare fuori dal territorio quanti sono irregolari».
Articolato il ragionamento dell’ex assessore Bruno Magatti (Civitas). «Don Roberto ha testimoniato la direzione in cui deve muovere un cristiano di quelli che non si accontentano di sventolare simboli di appartenenza. Soprattutto un cristiano che opera nella politica – dice Magatti – È alle istituzioni che affidiamo il compito di dettare le “regole” e di far sì che queste siano applicate con imparzialità, trasparenza e umanità. Le regole, ed è lo spazio della politica, possono e devono cambiare in ragione delle mutate condizioni. Ci sono le responsabilità, e qui c’è un primo fallimento, di chi è chiamato ad applicare le norme e c’è, altrettanto grave, quella di chi deve saper proporre norme lungimiranti in grado di farsi carico in modo diverso della complessità generata da un mondo che non si ferma dinanzi allo schioccare delle dita di qualcuno». Profondamente colpito da quanto accaduto il capogruppo di Forza Italia in consiglio, Enrico Cenetiempo. «Non ci sono parole, si tratta di qualcosa che sfugge a una normale comprensione – dice Cenetiempo – Ovvio che si debba cercare di intercettare con maggior puntualità i bisogni di chi vive per strada. Come altrettanto vero è che debba cambiare qualcosa anche a livello legislativo per quanto concerne i provvedimenti da usare per i rimpatri e le espulsioni». Parte dalle parole del vescovo invece Stefano Fanetti (Pd). «Monsignor Cantoni è stato chiaro al termine del rosario: “O ci salviamo insieme o ci danniamo insieme”. Da tempo Como è una città spaccata dalla questione dei senzatetto. Una realtà che richiede una soluzione condivisa da tutti per dare un’esistenza dignitosa a chi è costretto a vivere per strada e, allo stesso tempo, la totale sicurezza dei cittadini. Nella tragedia, dobbiamo trovare una determinazione ancora più forte per risolvere le circostanze di gravissima marginalità che abbiamo davanti ai nostri occhi ormai da troppo tempo – dice Fanetti – Non possiamo solo limitarci a parlare di dormitorio sì o dormitorio no ma si deve puntare anche e sempre di più sull’assistenza sociale e psicologica per evitare che i soggetti più problematici facciano male a se e agli altri». Infine il Movimento 5 Stelle. «Innanzitutto non bisogna strumentalizzare quanto accaduto. Il momento è di massimo dolore e accanirsi non serve anche perché non è certo quello che avrebbe voluto don Roberto – dice il capogruppo pentastellato Fabio Aleotti – Fa ovviamente riflettere il fatto che l’assassino non dovesse essere in Italia. È necessario avere norme più chiare e certe ma al tempo stesso più inclusive. Dobbiamo puntare sull’apertura più che sulla chiusura».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.