«Annessione di Campione alla Svizzera? È una possibile variante da tenere in considerazione»

campione d'italia

Pronti a «riscattare» il paese che mai si è arreso agli svizzeri. Pronti, da subito, a «ricomprare» Campione d’Italia.
Quello che potrebbe sembrare uno scherzo o una provocazione è, invece, un’affermazione del tutto seria pronunciata ieri mattina davanti alle telecamere di Etv dal consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi.
A Como per partecipare all’assemblea annuale della Regio Insubrica, il politico leventino, esponente della Lega dei Ticinesi, ha detto che una possibile annessione dell’enclave alla Svizzera può essere una «variante da tenere in considerazione». L’attuale situazione di Campione d’Italia, ha premesso Gobbi, «ci preoccupa molto da ticinesi, visto che si tratta di un Comune italiano ma nel nostro territorio». Sarebbe stato meglio dire «circondato dal nostro territorio», ma il linguaggio del consigliere di Stato non è mai stato ricco di sfumature.
E alla domanda, chiara, su una possibile «annessione» dell’enclave al Ticino, la risposta è stata altrettanto precisa.
«Sicuramente può essere una variante da tenere in considerazione, proprio perché comunque la realtà di Campione è stata retta dal diritto consuetudinario negli ultimi 150 anni; sostanzialmente è un comune servito da servizi svizzeri ma di sovranità italiana. Credo che questa situazione di vuoto politico, visto che non c’è una giunta comunale, ma anche di assenza di prospettive a breve termine, sicuramente può indurre a una considerazione: pensare cioè a un riscatto di questo comune da parte delle autorità elvetiche e ticinesi».
La sostanza del ragionamento è tanto semplice quanto difficilmente accettabile: poiché l’Italia non sembra essere in grado di risolvere il problema della crisi in cui è precipitata Campione, possiamo farlo noi svizzeri. In proporzioni ridotte, un po’ come Trump che si vuole comprare la Groenlandia.
Qualcosa di irragionevole, soprattutto se si pensa ai rapporti che normalmente intercorrono tra Stati confinanti.
Peraltro, un passaggio di bandiera non si fa con un semplice tratto di penna. In ballo ci sono vite, storie, tradizioni, culture. Tutte cose sulle quali si dovrebbe riflettere prima di fare certe considerazioni.
In ogni caso, Gobbi ha pensato di poter dire liberamente la sua. Approfittando, forse, di un dato reale: la solitudine in cui versa, al momento, Campione d’Italia, paese che attende ormai da oltre un anno risposte certe sulla riapertura del Casinò (fallito, com’è noto, il 27 luglio 2018) e sul destino dei dipendenti comunali messi, quasi tutti finiti in mobilità a causa del dissesto finanziario del municipio.
Le prime reazioni
«L’Italia non vende i suoi paesi, ma ne risolve i problemi». La più indignata di fronte alle parole di Gobbi è stata ieri Chiara Braga, deputata comasca del Partito Democratico. «Abbiamo un nuovo governo che proverà ad affrontare le questioni aperte – ha aggiunto Braga – A Gobbi dico che non mi sembra il momento degli annunci creativi. Le soluzioni ci sono, spero che possano essere trovate presto facendo ciò che il governo precedente non ha voluto o saputo fare».
Sorpreso di fronte alle parole di Gobbi si dice invece Giovanni Currò, deputato del Movimento 5 Stelle. «Fino a ieri nessuno da parte svizzera ha mai prospettato una cosa simile – dice – è vero che in questo momento storico l’enclave è stata un po’ tralasciata, a causa di un problema complesso e di una crisi pesante. Campione però è italiana e tale rimane». E a proposito dell’inerzia del governo giallo-verde, Currò attacca: «qualcosa abbiamo fatto ma la Lega si è smarcata dalle responsabilità e non siamo riusciti a chiudere».
Parole, queste ultime, che non sono piaciute a Nicola Molteni, deputato della Lega e fino a pochi giorni fa sottosegretario all’Interno. «Currò non sa nemmeno di che cosa parla, i dossier su Campione li abbiamo gestiti assieme al suo collega di partito Carlo Sibilia che peraltro è rimasto al suo posto». Sulla possibile annessione, Molteni è chiaro: «Campione è un pezzo d’Italia e tale deve rimanere. Non so perché Gobbi abbia detto queste cose, ho lavorato molto con lui e lo conosco bene: è una persona ragionevole e preparata».

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1 Commento

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    Loredana Albanese , 14 Settembre 2019 @ 17:41

    Tutti bravi a scrivere e commentare, ma in 14 mesi solo critiche e un silenzio tombale dal governo, un paese che dire in ginocchio è un eufemismo. Ora poi nel silenzio più assoluto da Roma, il primo gennaio questa terra diventerà Europa, ma vi rendete conto cosa significa per noi? La mazzata finale, lo vogliono gli svizzeri? Sapete che vi dico…SUBITOOOOOOII

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