Il segretario Pd Broggi: «La scissione è una follia»

Federico Broggi

La deputata Chiara Braga: «Scissione senza motivazioni»

Venerdì prossimo, la sala riunioni della Cna di Como, in viale Innocenzo, ospiterà ancora una volta un’infocata assemblea del Pd, convocata per discutere della “scissione” di Matteo Renzi. Non è chiaro se alla riunione parteciperanno anche i futuri iscritti al partito dell’ex premier. Certo è che per l’occasione molti vorranno dire ciò che pensano di questo ennesimo, doloroso, strappo a sinistra.
Il gruppo dirigente di via Regina, ieri, si è sintonizzato su un’unica lunghezza d’onda. Quella della delusione e del rammarico.

Il segretario provinciale Dem, Federico Broggi, ha definito la scissione una «brutta operazione di palazzo». Spaccare il Pd oggi, «dopo un percorso unitario che ha portato alla nascita del nuovo governo, è una follia – ha aggiunto Broggi – Di fronte a un Paese che chiede risposte, dal blocco dell’aumento dell’Iva al rilancio dell’economia, al taglio delle tasse sul lavoro, ancora una volta ci avvolgiamo in una discussione che non interessa neppure gli addetti ai lavori e che, personalmente, fa arrabbiare. Farsi trovare ancora una volta divisi sarà l’ennesimo errore. Non ci sono motivazioni politiche – conclude Broggi – avremmo dovuto discutere di temi e continuiamo invece a parlare del nostro ombelico, cosa che non interessa a nessuno».

Molto netto anche il giudizio della deputata Chiara Braga, componente della segreteria nazionale, che ha affidato a Facebook le sue riflessioni. «Ho ricevuto decine di messaggi e telefonate di iscritti ed elettori del Pd frastornati e increduli per quel che sta succedendo – ha scritto – La scissione annunciata da Matteo Renzi non ha per me alcun senso politico e avviene, senza giustificazioni in un momento particolarmente delicato per il governo che si è appena formato e per il Paese. Resta inspiegabile e mi lascia arrabbiata e amareggiata, soprattutto perché coinvolge alcuni colleghi parlamentari e amici che stimo e con i quali in questi anni ho lavorato e condiviso tante battaglie. Di tutto quello che sta accadendo in queste ore la cosa che più mi fa male è la superficialità e l’indifferenza verso la comunità di cui si è fatto parte con cui si è costruito e si sta consumando questo strappo. Peccato».

Il consigliere regionale Angelo Orsenigo evita invece ogni tono polemico.
«L’unica parola che mi sovviene è “auguri” – dice – l’uscita dal partito non nasce da un problema, non è una scissione. Renzi vuole aprire un fronte di centro e coinvolgere persone provenienti da altre forze. Lo capisco ma la tempistica mi sembra sbagliata. In ogni caso, vivo questa decisione come una separazione consensuale: Renzi ha bisogno di noi e noi di lui. L’unica riflessione che mi sento di aggiungere è che l’ex premier sembra ancora una volta essere la persona dell’io e non del noi, e questo mi rincresce».

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